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Attualità giovedì 05 gennaio 2017 ore 10:31

"Desideri giustifichi il declassamento"

Continua a tenere banco la questione della Medicina Nucleare. I Popolari per Arezzo: "Perché non è stata scelta la nostra città invece di Siena?"



AREZZO — "Arezzo ha i numeri, le professionalità e le strumentazioni per rimanere Unità Operativa Complessa di medicina nucleare e per evitare il declassamento ad Unità Semplice". 

A sostenerlo sono i Popolari per Arezzo che ribadiscono la necessità e l'importanza di scongiurare un ulteriore impoverimento dell'ospedale San Donato a favore di quello di Siena o di altre realtà dell'area vasta, perdendo così un'altra delle sue eccellenze. L'associazione chiede al direttore generale della Asl Toscana Sud-Est Enrico Desideri di giustificare tale declassamento: limitarsi a dire che il decreto ministeriale prevede una sola Unità Operativa Complessa per area vasta non risulta una spiegazione esaustiva e convincente. 

Perché, allora, non poteva essere scelta Arezzo come sede dell'Unità Operativa Complessa? La città ha un bacino d'utenza superiore a quello di Siena, esegue un numero di esami maggiore e, soprattutto, è l'unica ad avere strumenti diagnostici all'avanguardia come la Pet-Tac che, con le professionalità sviluppate in anni di esercizio e di esperienza, è operativa a pieno regime in supporto alle esigenze del territorio aretino e del resto della regione. Questa strumentazione, tra l'altro, è stata donata dal Calcit grazie a due milioni di euro che sono il frutto dei risparmi e delle attività di solidarietà dei cittadini di Arezzo.

I Popolari per Arezzo chiedono chiarezza anche riguardo ad un'ulteriore contraddizione, dal momento che Desideri ha affermato che nulla cambia nell'operatività della struttura e nei servizi, mentre il Calcit ha evidenziato il rischio futuro di perdere personale, investimenti e professionalità. Un passaggio fondamentale, in questo senso, potrebbe essere fornito dalla Asl specificando con chiarezza e ufficialità il budget previsto per l'acquisto della nuova Pet-Tac nel 2018, un requisito fondamentale per mantenere un reparto d'eccellenza. 

Alla luce di questa situazione, i Popolari per Arezzo invitano il sindaco e gli altri rappresentanti del territorio in Regione e in Parlamento ad avviare una stretta cooperazione per bloccare il declino della città e per progettare un suo rilancio nella sanità e in altri ambiti, dall'economia alla cultura.

«Questo depotenziamento - commentano i Popolari per Arezzo - rappresenta l'ennesimo schiaffo alla città di Arezzo e agli sforzi economici degli aretini. Se non restano le Unità Operative Complesse nemmeno dove si esprimono strumentazioni e professionalità come la medicina nucleare, come si può pretendere di limitare il declino della città? Questo spiega come mai il ruolo di direttore di questo reparto è rimasto vacante e, nonostante le tante sollecitazioni anche da parte nostra, non si è proceduto ad individuarlo tramite concorso. Negli ultimi anni, in alcune aree della Toscana settentrionale si sono registrati alcuni episodi di inefficienza e di cattiva gestione della sanità, mentre Arezzo si è sempre distinta positivamente: non possiamo certamente accettare queste politiche gestionali a sfavore del San Donato».


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