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Attualità domenica 15 marzo 2020 ore 17:43

Donazioni di sangue in calo per il Coronavirus

Diminuite del 25% su tutta la provincia di Arezzo. Mancano soprattutto i gruppi A e 0 positivo e negativo. La Asl lancia l'appello



AREZZO — “Si può continuare a donare in tutta sicurezza come di consueto e dobbiamo farlo perché il sangue è sempre indispensabile e salva le vite” questo l'appello della Asl Toscana sud est che si associa al Centro Nazionale Sangue nell'azione di sensibilizzazione dopo la segnalazione alle aziende sanitarie di una decisa diminuzione delle donazioni riscontrabile negli ultimi mesi a livello nazionale e che interessa particolarmente i gruppi A e 0, negativo e positivo.

Tale calo potrebbe derivare dal contesto di timore creato dall'emergenza coronavirus. E' un errore pensare che l'eventuale diffusione del virus riguardi le donazioni di sangue che sono e non certo da adesso garantite da un servizio effettuato nel rispetto di tutte le norme igieniche e da personale esperto. Inoltre non vi è nessuna evidenza scientifica che ne dimostri la correlazione.

Tuttavia, per tutelare ancora di più i donatori, anche la Sud est ha previsto, dove necessario, percorsi dedicati di accesso ai centri trasfusionali degli ospedali.

Provincia di Arezzo

La modalità di accesso al Centro trasfusionale del San Donato resta invariata dato che si accede tramite ingresso indipendente. All'entrata, i donatori troveranno un infermiere che eseguirà un pre-triage con misurazione della temperatura e somministrazione di gel alcolico igienizzante.

“Anche la provincia di Arezzo sta subendo un forte calo delle donazioni pari al – 25% – spiega Roberto Zadi, direttore Uosd Immunoematologia e medicina trasfusionale – Tra gennaio e i primi giorni di febbraio di questo anno, abbiamo raccolto dalle 132 alle 145 unità di sangue, nelle scorse settimane il numero è sceso a 77. In situazione di normalità, il nostro centro riceve ogni giorno circa 35 donatori, nell'ultimo periodo sono a mala pena 12. L'emergenza sangue è evidente e generalizzata, i timori delle persone sono comprensibili, ma i pazienti che hanno necessità di trasfusioni non possono aspettare che passi questo momento. I presidi ospedalieri pubblici hanno interrotto tutte le attività programmate, ma oltre alle urgenze, rimangono tutti quei pazienti con patologie croniche di natura ematologica e non, tutte persone la cui qualità della vita, o la vera e propria sopravvivenza è legata alla trasfusione di sangue e di piastrine. L'unica raccomandazione importante è quella di prendere appuntamento e rispettare scrupolosamente l'orario assegnato per evitare inutili assembramenti”.

Anche prima dell'emergenza Covid-19, chi effettuava una donazione veniva controllato attraverso una serie di analisi del sangue e la rilevazione della temperatura, come da prassi. Ad ogni modo, al momento attuale è impossibile accedere negli ospedali e raggiungere i reparti senza passare dai check point, organizzati alle entrate principali dei presidi che filtrano e monitorano l'ingresso delle persone. 


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