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Sabato 08 Agosto 2026

DISINCANTATO — il Blog di Adolfo Santoro

Adolfo Santoro

Vivo all’Elba ed ho lavorato per più di 40 anni come psichiatra; dal 1991 al 2017 sono stato primario e dirigente di secondo livello. Dal 2017 sono in pensione e ho continuato a ricevere persone in crisi alla ricerca della propria autenticità. Ho tenuto numerosi gruppi ed ho preso in carico individualmente e con la famiglia persone anche con problematiche psicosomatiche (cancro, malattie autoimmuni, allergie, cefalee, ipertensione arteriosa, fibromialgia) o con problematiche nevrotiche o psicotiche. Da anni ascolto le persone in crisi gratuitamente perché ritengo che c’è un limite all’avidità.

​Un esempio di civismo

di Adolfo Santoro - Sabato 08 Agosto 2026 ore 08:00

Lo scorso 2 agosto una cittadina livornese ha presentato, in rappresentanza del gruppo Attac, una diffida al Comune di Livorno (Sindaco pro tempore, Assessore al Verde Urbano, Dirigente Settore Ambiente, Dirigente Settore Lavori Pubblici) inviandola anche per conoscenza alla Prefettura di Livorno, ai Carabinieri Forestali – Nucleo di Livorno, all’ARPAT Toscana, ad ISPRA e alla LIPU – Sezione di Livorno.

Ecco il testo della diffida.

La sottoscritta …, in qualità di cittadina e contribuente, in nome proprio e per conto del Comitato Attac di Livorno,

PREMESSO CHE

- in data 3 agosto, in Livorno, lungo il viale Mameli, sono previsti e risultano in corso interventi di abbattimento di alberatura ad alto fusto (tigli);

- detti interventi vengono motivati con lo stato di salute di alcuni esemplari e con la necessità di abbatterne altri perché costituirebbero ostacolo alla realizzazione di opere di illuminazione stradale;

- il periodo attuale coincide con la stagione di nidificazione dell’avifauna selvatica;

- la situazione climatica anche a Livorno registra notevoli ondate di calore che mettono a rischio la salute della popolazione, soprattutto più fragile;

- il verde urbano garantisce essenziali servizi eco sistemici, tra cui mitigazione delle temperature, assorbimento degli inquinanti, regolazione del deflusso della acque meteoriche, tutela della biodiversità e miglioramento della salute biofisica dei cittadini, come evidenziato dalla letteratura scientifica e dall’ultimo Rapporto del Comitato per lo sviluppo del verde pubblico istituito presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica;

- tra le numerose ricerche scientifiche si cita, ad esempio, il recente “Demenza precoce: la qualità dell’ambiente urbano influenza insorgenza e progressione”, progetto di ricerca coordinato dal Politecnico di Milano: “Il verde urbano agisce come fattore protettivo per il decadimento cognitivo e in particolare per l’insorgenza della demenza a esordio precoce, soprattutto per la malattia di Alzheimer”,

CONSIDERATO CHE

l’articolo 9 della Costituzione tutela il paesaggio, la biodiversità e gli ecosistemi anche nell’interesse delle future generazioni;

l’articolo 32 della Costituzione tutela la salute quale fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività;

la normativa vigente, tra cui la Legge n. 157/1992 e la Direttiva 2009/147/CE, tutela la fauna selvatica e vieta la distruzione o il disturbo di nidi attivi;

gli interventi sul verde urbano, se eseguiti in tale periodo, richiedono verifiche preventive da parte di personale qualificato, con adeguata documentazione, atta ad escludere la presenza di nidificazioni;

in assenza di adeguate verifiche documentate, tali interventi potrebbero configurare violazioni della normativa in materia di tutela della fauna selvatica;

il Regolamento (UE) 2024/1991 sul ripristino della natura individua tra gli obiettivi prioritari il mantenimento e l’incremento del verde urbano e della copertura arborea delle città;

recenti studi, pubblicati tra gli altri dal CNR, confermano che una adeguata copertura arborea consente una sensibile mitigazione delle ondate di calore in ambito urbano;

in relazione all’ipotesi di compensazione degli abbattimenti, la LIPU, come noto, richiede di piantare da 6 a 41 esemplari per ogni albero maturo tagliato, per coprire la perdita delle funzioni ecosistemiche, calcolando una percentuale di fallimento del 10-30% dei nuovi impianti;

qualora l’abbattimento di alcuni esemplari fosse motivato esclusivamente dalla necessità di realizzare la nuova illuminazione pubblica, l’Amministrazione avrebbe l’obbligo di dimostrare di avere preventivamente valutato ogni soluzione tecnica alternativa idonea a conservare il patrimonio arboreo esistente,

TUTTO QUANTO PREMESSO

la sottoscritta, anche per conto di Attac Livorno,

DIFFIDA FORMALMENTE

l’Amministrazione Comunale di Livorno e i soggetti incaricati a:

1. VERIFICARE con urgenza che, nelle aree interessate, siano state effettuate ispezioni specifiche e documentate finalizzate all’accertamento dell’assenza di nidi attivi prima dell’esecuzione degli interventi;

2. SOSPENDERE cautelativamente gli interventi nelle aree in cui tali verifiche non risultino adeguatamente documentate;

3. VALUTARE tutte le possibili soluzioni progettuali alternative che consentano la realizzazione dell’intervento di illuminazione senza ricorrere all’abbattimento delle alberature, privilegiando la conservazione degli alberi adulti;

4. FORNIRE, entro 10 giorni dal ricevimento della presente, la seguente documentazione:

- perizie tecniche e fitostatiche che comprovino lo stato precario di salute di alcuni esemplari e la loro oggettiva pericolosità per persone e cose;

- relazioni che attestino l’impossibilità di realizzare le opere di illuminazione stradale se non previo abbattimento di alcuni alberi;

- eventuali autorizzazioni e atti amministrativi connessi con quanto sopra;

- la documentazione sulle verifiche effettuate sulla presenza di fauna nidificante, comprensiva di eventuali rilievi fotografici e nominativi dei tecnici incaricati;

5. COMUNICARE le motivazioni tecniche che hanno reso necessario l’intervento, con indicazione delle alternative valutate e scartate.

Si rappresenta altresì che l’abbattimento di alberature adulte per consentire il passaggio di nuovi impianti di illuminazione costituirebbe una scelta progettuale che appare in contrasto con i principi di tutela del patrimonio arboreo urbano e con gli obiettivi di adattamento ai cambiamenti climatici, qualora non sia dimostrata l’effettiva impossibilità di adottare soluzioni tecniche alternative.

In difetto di riscontro, ovvero qualora gli interventi proseguano senza le necessarie verifiche e motivazioni, la sottoscritta, anche per conto di Attac Livorno, si riserva ogni ulteriore iniziativa a tutela dell’ambiente, della fauna selvatica e dell’interesse pubblico, anche presso le competenti autorità amministrative, civili e penali.

In fede …

A parte i complimenti per la firmataria e per Attac, ecco, a mio parere, i punti di forza e, al fine di aiutare l’azione civica di Attac e di altri Comitati, le aree di criticità e miglioramento del documento.

Punti di forza:

a) solide basi costituzionali e normative: l’atto richiama in modo eccellente articoli chiave della Costituzione (l’articolo 9 sulla tutela del paesaggio e della biodiversità, e l’articolo 32 sulla salute), inserendoli in un quadro normativo moderno che include la tutela della fauna (Legge 157/1992 e Direttiva Uccelli) e i recenti orientamenti europei sul verde urbano;

b) argomentazioni concrete ed ecologiche: è molto efficace l’inserimento di elementi di attualità e di salute pubblica, come le ondate di calore estive e i servizi ecosistemici degli alberi adulti; citare il nesso tra copertura arborea e mitigazione del calore sposta il tema da una pura questione estetica a una questione di incolumità e sanità pubblica;

c) richieste chiare e strutturate: la sezione della diffida in cui si chiede di agire è precisa; si articola in richieste distinte e logiche: verifica dei nidi, sospensione cautelativa, valutazione di alternative progettuali e accesso a specifici documenti tecnici (perizie fitostatiche, relazioni di impatto, autorizzazioni);

d) assegnazione di un termine temporale: fissare un termine preciso (10 giorni) per il riscontro e la trasmissione della documentazione è fondamentale per dare concretezza all'atto e far decorrere eventuali decadenze o inadempimenti formali.

Aree di miglioramento:

a) nell’introduzione la firmataria agisce "in nome proprio e per conto del Comitato Attac di Livorno", ma, nel diritto amministrativo italiano, un comitato non riconosciuto o un singolo cittadino devono dimostrare un interesse diretto, concreto e attuale (la legittimazione ad agire ex Legge 241/1990) per intervenire su atti della Pubblica Amministrazione; la firmataria (o i membri del Comitato) dovrebbe specificare che risiede nelle immediate vicinanze del viale Mameli o transita abitualmente in quella zona; il coinvolgimento attivo ed esplicito in Attac dei residenti in prossimità di viale Mameli neutralizza il dubbio sulla legittimazione a ricorrere: viene infatti configurato un interesse immediato, come lesione della quiete, della vivibilità o della salute legate a quella specifica area;

b) è meglio personalizzare i destinatari anche riguardo agli Enti destinatari per conoscenza.

Per il resto rinnovo i complimenti e faccio notare che la qualità di questa diffida dipende dal numero di anni che il gruppo Attac ha speso per affiatarsi in un gruppo coeso, tanto da configurarsi come un Soggetto di Cittadinanza attiva sul territorio. Che sia d’esempio per altre città o paesi: se non s’inizia da subito ad organizzarsi in Comitati di cittadini calmi e critici, il tempo gioca a favore dell’ignoranza di chi è posseduto dal potere!

Adolfo Santoro

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