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Attualità venerdì 16 ottobre 2020 ore 07:00

Il Covid angoscia, medici "tartassati" di domande

Il dottor Claudio Catalani: sintomi assimilabili a quelli influenzali. Tamponi rapidi adesso svolti anche dalla Asl



AREZZO — Il Covid imperversa in lungo e in largo in tutta la provincia. Tanti i casi di positività, con dei picchi mai registrati prima nell'Aretino, neppure nella prima ondata emergenziale. E insieme ai contagi cresce la preoccupazione, anche perché la stagione non aiuta: raffreddori, mal di gola, febbrate sono più che diffuse.

Ma come riconoscere se siamo stati colpiti dal Coronavirus o si tratta solamente di una semplice influenza? Lo abbiamo chiesto al dottor Claudio Catalani, medico condotto aretino, che ha tracciato il quadro della situazione in città.

"Siamo letteralmente assaltati da domande e dubbi che, giustamente, i nostri pazienti si pongono e cercano di risolvere con il dottore. Infatti, i sintomi del Covid, soprattutto nella fase iniziale e nei soggetti con manifestazioni lievi, sono facilmente confondibili con quelli influenzali. L'unica discriminante è che, tipici di questo virus, sono la perdita dell'olfatto e del gusto".

Al momento sono cambiate anche le regole della quarantena. Da quattordici giorni sono passati a dieci e basta un solo tampone con esito negativo per poter uscire di nuovo.

"I tamponi possono essere richiesti dal medico di famiglia, se si manifestano sintomi. Prima solo alcune strutture private effettuavano quello a risposta rapida, con responso entro un giorno, adesso li fa anche la Asl. Ma si tratta pur sempre di uno screening. In caso di positività è necessario svolgere, comunque, il "molecolare" - spiega ancora Catalani.

Le persone che sono contatti stretti di un paziente risultato positivo vengono subito individuate dalla Asl e poste in isolamento, in attesa di verificare se siano state contagiate. 

E per quanto riguarda i genitori che, magari, hanno il figlio con qualche sintomo? Come devono comportarsi? Possono recarsi al lavoro?
"Sarebbe buona pratica che stessero a casa almeno 24 ore per valutare l'evolversi della sintomatologia".

I tamponi vengono svolti dal personale Asl in modalità drive truth. Questo purché il sospetto contagiato non abbia sintomi evidenti e possa recarsi in auto a fare l'esame. Ovviamente dopo aver eseguito il test deve rincasare immediatamente ed attendere l'esito. In caso di presenza di sintomi, i tamponi possono essere fatti a domicilio dalle unità Usca.

Ma come è l'approccio con il medico di base nel momento in cui si hanno sintomi?
"E' importante stabilire dei contatti prettamente telefonici. Abbiamo a disposizione delle tabelle per individuare, classificare e capire le manifestazioni che indica il paziente. In base a queste indichiamo all'assistito il percorso sanitario da intraprendere".

La stessa indicazione, a limitare gli accessi ed a recarcisi solo per emergenze, vale per il Pronto Soccorso. Come lo è quella di fare il vaccino per l'influenza, promosso con numerose campagne pubblicitarie anche a livello nazionale, ma pare che le dosi, al momento, non siano abbastanza per tutti.

Claudia Martini
© Riproduzione riservata


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