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Attualità sabato 12 marzo 2022 ore 19:45

In piazza della Libertà per la pace in Ucraina

Sul Comune sventola la bandiera gialloblu. Ghinelli e una delegazione aretina presenti anche a Firenze. Sul territorio già arrivati 70 profughi



AREZZO — Arezzo sta portando avanti ogni azione possibile per sostenere il popolo ucraino, martoriato dalla guerra. Questa mattina, in piazza della Libertà, sotto ai palazzi di Comune e Provincia, si è svolta una manifestazione contro la guerra, che ha avuto condivisioni trasversali, fortemente voluta dal sindaco Ghinelli che ha aderito con slancio all'evento promosso da Dario Nardella a Firenze, in qualità non solo di primo cittadino ma soprattutto di presidente di Eurocities.  Un appuntamento, infatti, replicato in tutta Europa e che nel capoluogo toscano ha visto anche il video messaggio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

"Ringrazio chi ha preso parte all'iniziativa - ha commentato Ghinelli. - Come Comune abbiamo scelto di esporre la bandiera dell'Ucraina come simbolo di vicinanza, in questo momento così drammatico, ad un popolo martoriato, sperando che questa guerra finisca quanto prima. Un piccolo gesto per dare il nostro sostegno forte, sentito e convinto".

Il primo cittadino ha ringraziato anche Lilia Chapkis, nota ballerina ucraina da 30 anni residente ad Arezzo e madre dell'attrice Anna Safronicik, per la sua importante testimonianza. 

Ghinelli, nel pomeriggio, ha poi partecipato alla manifestazione di Firenze: “è stata una intera giornata dedicata alla pace. Tutti noi sindaci abbiamo testimoniato la volontà decisa e ferma delle nostre comunità di scegliere il dialogo e di cessare immediatamente la guerra, vera sconfitta per tutti. Ho ricordato che la nostra è una città solidale e generosa, che da sempre si caratterizza per una consapevole vocazione alla pace che si fa realtà nei luoghi sacri che la circondano, e che oggi è rappresentata dalla realtà a suo modo rivoluzionaria di Rondine. E ho ricordato il ruolo dei sindaci, in prima linea per rispondere alle aspettative, alle necessità, alle speranze delle nostre comunità". Presente anche una nutrita delegazione aretina.

Intanto, ieri è partito il primo carico della Caritas destinato sia alle persone rimaste in Ucraina, sia ai profughi che si trovano in Polonia. Il tir fa tappa proprio in una diocesi gemella di quella aretina. Mentre sia dal capoluogo che dalla provincia sono in viaggio da giorni altre tonnellate di beni.

E sono diventati anche più consistenti gli arrivi, in particolare di donne e bambini, in fuga dalla guerra. Siamo ad una settantina di profughi tra ricongiungimenti familiari e con amici, di questi in 16 sono ospiti dei centri di accoglienza (CAS) del Casentino, esattamente di Talla e Castel Focognano. La Prefettura monitora costantemente gli arrivi che sono destinati, comunque, ad aumentare.

Claudia Martini
© Riproduzione riservata


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