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Attualità lunedì 03 agosto 2020 ore 10:38

Lotta all'Ictus, la ricerca parte dalla Sud Est

L'Azienda sanitaria è capofila del progetto RE.PO.R.T. finanziato dalla Regione Toscana. Il responsabile è Mauro Mancuso



AREZZO — Come il cervello risponde alla Riabilitazione dopo un ictus: partirà ad ottobre il progetto Re.Po.RT. (Rehabilitation and Polymorphisms Regione Toscana) che approfondirà in maniera scientifica questo argomento. L'ictus è un evento patologico che colpisce in Italia circa 200 mila persone ogni anno, 10 mila solo in Toscana.

L’Azienda Usl Toscana Sud Est è in prima linea, non solo negli interventi a favore delle persone colpite da Ictus, ma anche nella ricerca scientifica legata a questa patologia. Grazie ad un apposito finanziamento della Regione Toscana, la Sud Est ha elaborato questa ricerca, della quale è capofila, ed ha attivato una collaborazione tra diverse strutture toscane come l’Università degli Studi di Siena, l’Azienda Ospedaliera Pisana, la Clinica di Riabilitazione Toscana e l’IMT di Lucca. Di grande livello anche la collaborazione avviata su questo progetto con il Dipartimento di Riabilitazione Neuropsicologica dell’Università di Manchester. 

Il responsabile scientifico del progetto è Mauro Mancuso, direttore della struttura complessa di Recupero e Rieducazione Funzionale dell’Area Grossetana, nonché direttore del Centro Ricerche CRT dell’ospedale La Gruccia di Montevarchi. A partire da ottobre saranno oltre 250 i pazienti seguiti da questo studio che durerà tre anni, durante i quali si cercherà di capire il ruolo giocato dalla componente genetica di ognuno nel rispondere alla stimolazione riabilitativa. Una delle sfide più importanti della moderna medicina riabilitativa infatti, è la capacità di prevedere l’esito degli interventi riabilitativi correlato alla capacità di recupero funzionale di uno specifico paziente al fine di predisporre progetti riabilitativi specifici e personalizzati. 

Il Progetto RE.PO.R.T. si pone l’obiettivo proprio di studiare approfonditamente questi temi partendo dall’evidenza che alcuni studi basati su modelli umani hanno osservato che variabili correlabili sia all’ambiente sia al corredo genetico individuale potrebbero avere un’influenza significativa sui processi di recupero.

Il progetto ha avuto il plauso di Nicoletta Reale, presidente nazionale di Alice, la Federazione delle Associazioni per la lotta all’Ictus Cerebrale in Italia.


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