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Attualità sabato 20 marzo 2021 ore 16:00

Marinoni non digerisce il nuovo DL Sostegni

Il direttore di Confcommercio: "Con una media ristori pari a 3.700 euro ad impresa, il provvedimento non ha certo l’efficacia che aspettavamo”



AREZZO — Draghi vara il nuovo Decreto Legge Sostegni che prevede aiuti alle aziende; lo Stato stanzia risorse per sostenere le aziende ma la necessità è alta e le disponibilità sono poche. In soldoni, per le imprese penalizzate da questa pandemia ci sono poco più che le briciole per cercare di "starnazzare" ancora un po'.

Sul tema interviene anche Confcommercio che non commenta positivamente questo nuovo Decreto Legge. “Avevamo apprezzato le parole di Draghi quando diceva che questo non è il momento di chiedere alle imprese, ma di dare, e che non è il momento per pensare al bilancio dello Stato, quello verrà dopo, ma di mettere in sicurezza le imprese. Tuttavia, con una media di ristori praticamente pari a 3.700 euro ad impresa, il provvedimento non ha certo l’efficacia che ci aspettavamo - afferma Franco Marinoni - Se le risorse dello Stato sono così poche, insufficienti a tenere in piedi le nostre aziende, la strada è una sola e passa per due considerazioni: la prima, bloccare immediatamente ogni voce di costo che grava sulle imprese (imposizione fiscale, gli affitti, le varie contribuzioni); la seconda, soprattutto adottare un piano vaccinale serio, intenso, che metta in sicurezza il Paese e ci consenta di ricominciare a lavorare il prima possibile. Non c’è altra via di uscita”. 

“Il cambio di passo promesso dal Governo e da noi tanto sperato non si è concretizzato di certo con questo decreto - aggiunge la presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini - Siamo chiusi e i ristori sono insufficienti. Le nostre attività sono ferme o quasi e nonostante questo aumentano i contagi, aumentano i morti, chiudono le imprese, chiudono i negozi, le strade restano buie e deserte senza le nostre vetrine ad illuminarle. L’unica cosa che aumenta, oltre ai contagi, pare essere la criminalità organizzata, che si impadronisce delle attività in difficoltà e tenta di impossessarsi del controllo dei territori. E il governo che fa? Di sicuro non “whatever it takes” per salvare il Paese dal disastro…”. 

Pesa, dunque, sul giudizio dell’associazione di categoria in merito al DL Sostegni, la scarsità degli aiuti alle imprese: i ristori andranno a coprire le perdite di fatturato solo per chi ha subito una riduzione di almeno il 30%, con percentuali che variano dal 5% all’1,7%, secondo la fascia di ricavi in cui si colloca l’azienda. 

In pratica ogni azienda riceverà un aiuto medio di circa 3.700 euro. E il testo di legge non contiene alcun riferimento ad altri strumenti che potrebbero in questo momento dare una boccata di ossigeno all’economia come, ad esempio, moratorie aggiuntive o finanziamenti agevolati a lungo termine. Apprezzabile invece, per Confcommercio, che il Governo, dopo le richieste insistenti della categoria, abbia previsto l’eliminazione del sistema dei codici Ateco, che finora aveva penalizzato diverse imprese che pure avevano subito un rilevante calo di fatturato, o esenzioni come quella dal canone Rai per le imprese del turismo e della ristorazione.


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