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Cronaca lunedì 01 febbraio 2021 ore 16:40

Morte del pompiere Mazzi, lo Stato si impunta

Sono passati 18 anni dalla tragedia. In primo grado il Ministero era stato condannato a risarcire i danni alla famiglia. Ora il ricorso in Appello



AREZZO — Lo Stato decide di ricorrere in Appello riguardo la sentenza di condanna e risarcimento dei danni alla famiglia del giovane pompiere morto durante il lavoro. 

Era il 2003 quando Simone Mazzi, il vigile del fuoco di 29 anni, perse la vita durante un intervento di soccorso ad un camionista uscito fuori strada. Il giovane venne calato sul mezzo incidentato ma il cavo che lo sosteneva si spezzò e il bozzello lo colpì alla testa uccidendolo sul colpo.

Dopo le assoluzioni dei vertici aretini in giudizio penale, in sede civile l’attenzione si è spostata sulle responsabilità del datore di lavoro dei pompieri, ovvero il Ministero degli Interni. Nello scorso agosto la sentenza di primo grado aveva stabilito che ai Vigili del Fuoco aretini era stata fornita un’autogru non sicura e quindi Simone Mazzi morì per un difetto congenito del cavo di questo mezzo, con la conseguente responsabilità del Ministero degli Interni, tenuto a risarcire i familiari. Ora arriva la notizia del ricorso in appello da parte dello stesso Ministero.

"È vergognoso che lo Stato per cui Simone ha dato la vita, lo stesso Stato che gli ha riconosciuto una Medaglia d’oro al valore, continui con accanimento a non volere ammettere le sue responsabilità – dichiara il fratello Luca.  Sopportiamo da diciotto anni una causa contro il Ministero, con le implicazioni emotive ed economiche che si può immaginare. Credevamo che con una sentenza del giudice questo accanimento del Ministero verso di noi e verso la memoria di mio fratello avesse finalmente la parola fine. Credevamo che lo Stato ammettesse finalmente le sue colpe. Così non è, ma non ci fermiamo, la nostra battaglia per la verità, per la giustizia, per Simone, va avanti. Non ci devono essere altri Simone Mazzi, i pompieri devono essere messi in condizione di lavorare in assoluta sicurezza" - conclude Luca Mazzi.

La prima udienza del giudizio di appello è programmata per il mese di dicembre 2021.


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