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Attualità mercoledì 07 dicembre 2022 ore 12:05

Cassa integrazione, nell'Aretino boom di richieste

Caro energia, aumento dell'inflazione, carenza di materiali hanno determinato questo scenario in particolare per le aziende orafe



AREZZO — Si è svolto lunedì il Comitato di Zona della Fim Cisl di Arezzo. Un momento di confronto molto partecipato che è stata l’occasione per fare il punto sull’andamento del lavoro sul territorio tra criticità passate, presenti e future. Centrale la presenza al fianco della Segretaria Fim Cisl di Arezzo, Ilaria Paoletti, della Segretaria della Cisl aretina Silvia Russo, del Segretario regionale Fim Toscana Alessandro Beccastrini e della presidente della Provincia di Arezzo Silvia Chiassai Martini.

Sono più di 3.500 le aziende metalmeccaniche e orafe della provincia. La maggior parte di piccole, piccolissime dimensioni. Forte è l'attenzione sindacale su come il territorio sta affrontando questo periodo che mette a dura prova imprese e lavoratori.

“Aumento dell'inflazione, caro energia, mancanza di materiali, aumento dei costi e conseguente riduzione degli ordinativi hanno portato nelle ultime due settimane ad aumentare le richieste di cassa integrazione - sottolinea Paoletti - nello specifico la maggior parte di queste richieste arrivano da aziende orafe e fabbricazione di prodotti in metallo. C’è poi preoccupazione anche tra le aziende energivore - prosegue Paoletti - alcune delle quali o sono già o ragionano di cassa integrazione. Non si esclude sia solo l'inizio e già c'è chi parla nel 2023 di una nuova recessione. Salvaguardare l'occupazione e il salario dei lavoratori - ha incalzato Paoletti - anche e non solo principalmente attraverso la contrattazione di secondo livello è la nostra priorità immediata.”

L’appello della Fim Cisl di Arezzo è stato anche rivolto affinché non si spengono i riflettori sulla più grande vertenza di questo territorio: quella che riguarda la Fimer che sta ancora attraversano la procedura concorsuale. “Siamo in attesa dell’adunanza dei creditori che si terrà a marzo 2023. Se c’è bisogno di un intervento pubblico siamo favorevoli, a partire dai settori strategici del Paese.”.

Le altre criticità evidenziate e che diventeranno priorità di azioni sindacali future riguardano il mancato reperimento del personale.

Le aziende non trovano personale. I motivi sono molteplici. È sbagliato pensare che la risposta sia perché ad esempio i giovani non hanno voglia di lavorare - ha spiegato Paoletti. - Formazione, crescita professionale, conciliazione vita lavoro e riduzione dell’orario di lavoro oggi sono le nuove priorità”.

Presente all’incontro sindacale anche la presidente della Provincia di Arezzo. “Sono fermamente convinta che le eccellenze produttive in diversi settori meccanico, elettronico, orafo, moda, debbano essere concretamente tutelate da Regione e Governo. Intanto la Provincia, pur non avendo deleghe, si sta impegnando ormai da alcuni anni per cercare di offrire percorsi formativi legati alle scuole secondarie superiori e corsi Its. Tanto c’è da fare anche sulla parità di genere per quanto riguarda le opportunità lavorative e la parità salariale. La Provincia continuerà ad essere al fianco dei sindacati e delle aziende facendo la propria parte”.


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