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Politica martedì 20 ottobre 2020 ore 20:45

Pd aretino snobbato in Regione: "L'è tutto da rifare"

Il segretario Ruscelli esprime insoddisfazione per l'esclusione di Ceccarelli e De Robertis dalla Giunta. Previste "rivoluzioni" interne



AREZZO — Peggio di così non poteva realisticamente andare. Il Pd aretino perde le Comunali, non vince le Regionali (in provincia di Arezzo ha dominato la Ceccardi) e non riesce neppure a riconfermare i suoi big nella stanza dei bottoni del governo della Toscana.

Vincenzo Ceccarelli, assessore uscente della giunta Rossi e Lucia De Robertis, già vicepresidente del Consiglio regionale con il "comandante di Pontedera", si ritrovano ad essere poco più di semplici consiglieri regionali

Il Pd aretino si lecca le ferite e lo fa cercando di analizzare bene cose, accadimenti e fatti. 

Francesco Ruscelli prende atto delle nomine fatte da Giani e si dice decisamente insoddisfatto.
"La sensazione che ho - afferma Ruscelli -  è che siano prevalsi, nella determinazione dell’esecutivo e dell’assetto del Consiglio Regionale, indirizzi che poco hanno a che vedere con la politica e con la rappresentanza dei territori".

Il segretario provinciale del Pd augura a Ceccarelli buon lavoro come capogruppo dei democratici in Consiglio regionale mentre è convinto che la De Robertis svolgerà il suo compito da consigliere con passione e competenza in favore del territorio aretino.

Parole queste che sanno di resa incondizionata. Ruscelli sa bene che il peso di un assessore è diverso da quello di un capogruppo, così come fare il vicepresidente del Consiglio non è proprio la stessa cosa che partecipare allo show seduti in "platea".

Francesco Ruscelli poi, fa un'analisi attenta sullo stato di salute del Pd aretino e ammette che, nelle vallate, occorre rimettere in moto la macchina del partito per restituire dignità e forza all'azione politica. Annuncia una conferenza programmatica (dove si scozzano le carte ndr) al fine di indicare le nuove strategie del partito. Insomma, qualche testa salterà. E succederà anche ad Arezzo dove le cose sono andate anche peggio.

Ruscelli evidenzia "ritardi di analisi, errori passati e una evidente difficoltà a interpretare i cambiamenti sociali ed economici intervenuti in questi anni nella città capoluogo".
Parla anche di riprogettare quello che sarà il nuovo centrosinistra aretino.

Praticamente dice che è stato sbagliato tutto e che è tempo di chiudere un capitolo ormai logoro e perdente. Forse, nella ristrutturazione del partito di Sant'Agostino sarebbe opportuno partire dal murare quella stanza buia, nascosta, senza finestre ma ricca di spifferi e correnti, simbolica ma molto reale, dove fuori della porta c'è esposto il cartello "Ufficio litigi". Sì perché in seno al Pd, ed il fatto è noto a tutti, c'è la più alta concentrazione di  contestatori e oppositori interni. Si tratta di quegli iscritti, anche con ruoli, ai quali non sta bene niente e nessuno, che si stanno antipatici l'un l'altro e arrivano ad odiarsi nel momento delle elezioni. Con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

Insomma, come diceva il compianto Ginettaccio: L'è tutto sbagliato, l'è tutto da rifare.

Andrea Duranti
© Riproduzione riservata



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