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Politica lunedì 19 ottobre 2020 ore 20:41

Giani fa la giunta e lascia Arezzo fuori dalla porta

Il nuovo governo della regione sull'asse Firenze-Pisa-Lucca. De Robertis e Ceccarelli per il momento sono esclusi. Il solo Casucci ottiene una nomina



AREZZO — Al tempo delle elezioni sembrava che volesse prendere la residenza ad Arezzo ma ad Eugenio Giani della città del Saracino piace solo il buon cibo e poco più.

Nasce la nuova Giunta Regionale e Arezzo resta con un pugno di mosche in mano

Non sono bastate le 7200 preferenza circa dell'ex vicepresidente del Consiglio Lucia De Robertis e neppure le 14500 di Vincenzo Ceccarelli, già assessore alle Infrastrutture con Rossi e ora solo capogruppo del Pd a Palazzo Panciatichiper permettere ai due aretini di avere un ruolo di rilievo nel parlamentino regionale. 

Neppure quello che in molti davano per scontato, ovvero la presidenza del Consiglio, è toccata ad uno dei due esponenti del Pd aretino. Ad onor del vero l'unico "amaranto" che per il momento ha avuto una nomina di rilievo è Marco Casucci (Lega) che è stato insignito del ruolo di vicepresidente del Consiglio regionale assieme al renziano Stefano Scaramelli, già sindaco di Chiusi.

Giani ad Arezzo ha perso e questo forse non l'ha digerito, ma ignorare completamente il territorio non è la scelta più saggia per aggraziarsi il consenso di un popolo che qualcuno definiva "Botoli ringhiosi", e non a caso. Sì, perché gli aretini sono sanguigni, permalosi ma soprattutto hanno buona memoria e certi sgarbi proprio non li dimenticano. 

Ora, è vero che ancora i giochi non sono completamente fatti.
Manca all'appello ancora un assessore, che comunque non toccherà al Pd e tantomeno ad Arezzo ma molto probabilmente al renziano Alessandro Cosimi ex sindaco di Livorno. Sì perché Italia Viva faceva parte della coalizione che ha vinto le elezioni e "don Matteo da Rignano" è uno che difficilmente dimentica di riscuotere il conto.

Ma anche in questo caso non sarebbe detta l'ultima parola per Arezzo. Eugenio Giani, visto quanto fatto in Emilia Romagna, vuol riproporre anche in Toscana la figura del Sottosegretario alla presidenza, quindi un nono assessore. In questo caso Lucia De Robertis potrebbe ricevere "la grazia" ma se va bene se ne riparla il prossimo anno.

Intanto Giani ha già dichiarato di affidare tre incarichi ad altrettanti "Consiglieri delegati" ed ha fatto i nomi di Bugliani, Melio e Anselmi che da Arezzo forse ci sono passati qualche volta in auto.

Il governo regionale, anche questa volta, si basa sull'asse della "piana", Firenze-Prato-Pisa-Lucca, con rispettivamente: Monia Monni e Serena Spinelli del capoluogo, Stefano Ciuoffo di Prato, Alessandra Nardini di Pisa , Stefano Baccelli di Lucca. La Toscana del sud ha la rappresentanza di Leonardo Marras di Grosseto e Simone Bezzini di Siena, che è stato anche il recordman di preferenze.

Insomma, Giani sta bene ad Arezzo, è attaccato alle sue origini storico-culturali, farà tante cose per  l'ospedale cittadino e per le aziende del territorio (così come promesso in campagna elettorale) ma ha un'antipatia dichiarata per gli aretini che non vuole al tavolo con lui. D'altronde Guelfi e Ghibellini non sono mai andati d'accordo.

Andrea Duranti
© Riproduzione riservata



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