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Lavoro lunedì 16 maggio 2016 ore 16:27

Più tempi indeterminati ma le aziende annaspano

La Giornata dell'Economia traccia un quadro che lascia intravedere spiragli positivi, ma preoccupa il tasso di sopravvivenza delle nuove imprese



AREZZO — Si è svolta questa mattina alla Borsa merci di Arezzo, alla presenza delle autorità cittadine e dei rappresentanti delle associazioni economiche e sindacali, la Quattordicesima giornata dell'Economia.

Dopo il saluto di Andrea Sereni, Presidente della Camera di Commercio di Arezzo, il Segretario Generale della Camera di Commercio di Arezzo, Giuseppe Salvini, ha presentato il “ Rapporto sull'economia aretina 2016”, una dettagliata analisi , anche con il ricorso costante al benchmark regionale e nazionale, della situazione economica della provincia di Arezzo.

E' stata poi la volta dell'intervento del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio  Prof. Tommaso Nannicini, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio e ordinario di Economia Poltica alla Bocconi di Milano.

“ La quattordicesima edizione della Giornata Nazionale dell'Economia indetta dal sistema camerale- sottolinea Andrea Sereni, Presidente della Camera di Commercio di Arezzo -si svolge in un momento particolare sia per il sistema economico italiano che per le stesse Camere di Commercio. Il rapporto 2016 sull'economia provinciale parla di un sistema imprenditoriale che dopo una prolungata recessione sta cercando di rialzare la testa. Si tratta per il momento di segnali non univoci, a tratti discontinui, e di cui non beneficiano trasversalmente tutti i settori a dimostrazione della intensità della crisi che ha colpito il nostro Paese. Il prolungato periodo di criticità ha peraltro operato una forte selezione fra le varie tipologie di imprese, con importanti e, in alcuni casi, traumatici cambiamenti della realtà socio-economica locale soprattutto in termini occupazionali.Se infatti molte imprese hanno saputo cogliere le opportunità che periodi difficili come quelli trascorsi offrono in termini di riqualificazione e miglioramento competitivo, è anche vero che molte altre hanno accusato pesanti ripercussioni.

“ In questi mesi – prosegue Sereni - si sta definendo il progetto di riforma del sistema camerale. Come sistema camerale condividiamo la necessità di un cambiamento poiché in realtà è tutto il mondo che cambia e si evolve. Mi appare però opportuno riaffermare con decisione la necessità che vengano confermati il ruolo e la centralità di un sistema che costituisce un autentico ponte tra realtà economica e realtà sociale nel suo complesso, compreso il mondo della scuola e delle università. Le Camere di Commercio possono dare un contributo alla domanda di profondo rinnovamento che proviene dal paese costituendo una delle istituzioni pubbiche più vicine ai cittadini ed agli imprenditori italiani. “

“Il sistema delle imprese aretine -osserva Giuseppe Salvini, Segretario generale della Camera di Commercio di Arezzo - dopo un biennio abbastanza in salita, sta tornando a cresce gradualmente anche se ancora ad un ritmo contenuto. Il saldo della nati-mortalità delle imprese è migliorato ulteriormente nel 2015 (+164 imprese) grazie ad una moderata ripresa delle iscrizioni e ad una decisa diminuzione delle cessazioni.E' ancora preoccupante il tasso di sopravvivenza delle nuove imprese iscritte: solo 8 imprese su dieci sopravvivono nel corso del primo anno di vita, già nel secondo se ne perde quasi un'altra su dieci.Le imprese dell’agricoltura hanno il tasso di sopravvivenza a tre anni più alto (l’89% delle iscritte nel 2012 è ancora attivo nel 2015) mentre le imprese più a rischio sono quelle del settore costruzioni, che presentano un tasso di sopravvivenza a tre anni del 65,7%. La provincia di Arezzo ha chiuso l'anno 2015 con un saldo commerciale verso l'estero positivo per 2,7 miliardi di euro, risultato importante che tuttavia segna una diminuzione rispetto all'anno precedente. Tale flessione è il riflesso delle difficoltà che le aziende aretine stanno riscontrando nei principali mercati di sbocco e che sono , a loro volta, conseguenza del rallentamento delle principali economie mondiali, dei fattori delle numerose crisi geo-politiche, del crollo dei prezzi delle principali commodities ( petrolio in particolare).”.

“Nel 2015 – continua Salvini - le famiglie italiane sono tornate a spendere essenzialmente per ’acquisto di quei beni la cui sostituzione è stata a lungo rinviata, prevalentemente beni durevoli.I consumi mostrano i primi timidi segnali di recupero, su ritmi ancora modesti, ma occorre non dimenticare che la lunga recessione ha eroso i risparmi di molte famiglie e espulso qualcosa come un milione di occupati dal processo produttivo. La domanda interna per il momento ha trovato sostegno solo nei consumi delle famiglie: gli investimenti sono rimasti su livelli bassissimi e i pochi segnali di recupero hanno interessato, come ricordato, solamente il comparto dei mezzi di trasporto.I livelli minimi toccati dagli investimenti in macchinari sintetizzano le difficoltà delle imprese in questa fase. In queste condizioni le imprese, anche per non aggravare la propria posizione debitoria, si limitano soltanto alla sostituzione degli impianti divenuti obsoleti dal punto di vista tecnico.Queste considerazioni suggeriscono che prima di vedere un recupero degli investimenti occorrerà che la ripresa divenga più stabile e vigorosa.Il mercato del lavoro aretino nel 2015 è caratterizzato da luci e ombre: si alternano infatti segnali positivi e negativi che testimoniano passi in avanti in un contesto che rimane comunque critico.Sono aumentati gli avviamenti al lavoro (+8,3% rispetto al 2014) grazie alla spinta dei contratti a tempo indeterminato (+66%) e a tempo determinato (+5%). Questi ultimi rimangono comunque la forma contrattuale di gran lunga più utilizzata (49,5% del totale).La riduzione di molte forme di lavoro flessibile fa emergere con chiarezza l’effetto “travaso” verso forme di lavoro più stabile, grazie alle recenti novità normative.”

“ Nel 2015 – conclude Salvini -le prospettive per l’economia italiana sembravano favorite da un set di variabili esogene internazionali e da un mix di politiche interne decisamente favorevole:Crescita del commercio mondiale, Prezzi materie prime in caduta, Migliori condizioni finanziarie grazie a QE della BCE, Indebolimento del cambio dell’Euro con conseguente maggiore competitività delle merci.Il 2016 è quindi un anno che potremmo definire ancora di transizione rispetto alle premesse dello scorso anno la performance è rivista al ribasso sono confermati alcuni elementi di stimolo, come la caduta del prezzo del petrolio e l’intonazione espansiva della politica fiscale questi elementi che dovrebbero garantire una fase ancora di crescita, sia pure a ritmi non eccezionali.In sintesi, le economie dell’area euro, e fra queste l’Italia, sembrano in grado di proseguire lungo la fase di rafforzamento avviata nel 2015, ma i ritmi di crescita potrebbero venire frenati da un quadro economico internazionale meno favorevole che potrebbe penalizzare le esportazioni.”


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