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Attualità giovedì 18 novembre 2021 ore 11:30

Contro la violenza sulle donne Arezzo c'è

Tante le iniziative nell'intera provincia per il 25 Novembre e non solo. Chiassai "uscirne è possibile, ognuno deve fare la sua parte"



AREZZO — La data per le celebrazioni è il 25 Novembre, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. In tutto il nel territorio provinciale con tantissime iniziative organizzate da Comuni, Istituzioni Pubbliche, Sindacati e da diverse Associazioni.

"Desidero ringraziare tutti gli Enti, Associazioni, Sindacati del territorio provinciale per l’impegno dimostrato nella lotta contro la violenza di genere. L’obiettivo è quello di promuovere tutti insieme una diversa cultura fatta di relazioni positive fra uomini e donne in cui non ci sia bisogno di prevaricare per valere, né della violenza per dominare. Dopo il periodo difficile degli ultimi due anni, dove le misure di contenimento della pandemia hanno limitato le iniziative pubbliche, quest’anno, anche se non completamente fuori dal problema, si assiste ad una risposta importante e significativa, dimostrata dalle numerose iniziative che si realizzano nel nostro territorio, a ricordo delle donne vittime della violenza di genere. - spiega il presidente della Provincia Silvia Chiassai Martini. - Come Provincia, abbiamo realizzato la brochure raccogliendo le iniziative che si sono svolte o si svolgeranno nei mesi di novembre e dicembre nel territorio provinciale con il duplice obiettivo di tenere alta l’attenzione sulle violenze che le donne sono costrette a subire, spesso di fronte ai loro figli, e allo stesso tempo combattere questo fenomeno atavico della violenza in tutte le sue forme.

La violenza affonda le sue radici nei problemi di relazione tra uomini e donne, nei retaggi culturali, negli stereotipi di genere in una visione di possesso da parte dell’uomo nei confronti della donna. Troppo spesso le donne vittime di violenza si sentono sole, convinte che nessuno possa capirle o, peggio ancora, aiutarle. Vorremmo far passare il messaggio a tutte le donne che non è così: porre sotto i riflettori il fenomeno, vuol dire abbattere l’omertà e il silenzio spesso collegato a questo problema considerato da sempre un “fatto privato”. Troppe donne ogni anno si rivolgono al Pronto Soccorso, perché vittime di violenza: il quadro è preoccupante e il fenomeno è, purtroppo, progressivamente in aumento di anno in anno. - prosegue Chiassai. - Uscire dalla violenza è possibile, ma ognuno deve fare la sua parte: le Istituzioni fornendo risposte adeguate ai bisogni, una regolare formazione degli operatori e operatrici del pubblico e del privato sociale, la scuola attraverso l’educazione delle giovani generazioni al superamento dei modelli stereotipati di genere, le Associazioni attraverso il lavoro di sensibilizzazione culturale e sociale che svolgono nel territorio ecc. Nel nostro territorio, grazie al Progetto realizzato con i fondi regionali, di cui la Provincia è soggetto capofila nonché soggetto gestore del Programma Antiviolenza, possiamo garantire alle donne protezione fisica attraverso l’inserimento in strutture di accoglienza in emergenza, casa rifugio, un aiuto psicologico e legale e un accompagnamento in un nuovo progetto di vita che porti la donna a superare il maltrattamento subito. La violenza contro le donne rappresenta una violazione dei diritti umani. Anche per quest’anno illuminare di rosso il Palazzo della Provincia acquista un significato simbolico particolare: richiamare l’attenzione della cittadinanza sul fenomeno della violenza di genere affinché nessuna donna vittima di violenza e femminicidio venga dimenticata e sottolineare la presenza delle Istituzioni in questa lotta”.

Silvia Russo, consigliere di Parità per la provincia di Arezzo termina "un altro 25 Novembre per ricordare che la violenza contro le donne è pervasiva e sempre più allarmante. In ogni luogo, in ogni settore, senza che il modello culturale patriarcale abbia ceduto di un millimetro nonostante buone leggi, spesso non ben applicate e con scarsi esiti nelle aule giudiziarie. Se nel campo lavorativo si riesce in qualche modo ad intervenire, ma soprattutto si comincia a prevenire la discriminazione di genere, questo non succede quando le violenze sono in ambito familiare (la maggioranza), quell'ambito dove ci si dovrebbe sentire amate e protette e dove le stesse istituzioni ancora sono restie nell'intervenire con quella decisione e fermezza che potrebbero salvare molte vite".


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