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Attualità sabato 23 gennaio 2021 ore 07:30

Sciopero scuola, il mese finisce tra le polemiche

C'è agitazione nel settore dell'istruzione, che culminerà il 29 gennaio. Ecco le motivazioni dei sindacati



AREZZO — Sciopero di tutto il personale dirigente, docente educativo ed ATA della scuola. 

E' stato indetto dalle associazioni sindacali S.I. COBAS – Sindacato Intercategoriale Cobas e SLAI COBAS per il sindacato di classe, per l'intera giornata del 29 gennaio.

Ecco il testo di spiegazione pubblicato nel sito di SI.Cobas:

"La pandemia non allenta la sua morsa e diventa una condizione per lo smantellamento della istruzione pubblica. Nessun atto concreto a sostegno alla Scuola Pubblica, solo vuoti e non realizzati annunci di potenziamento. La didattica a distanza, con i computer, causa solo l’aumento del divario tra alunni di diverse classi sociali. Il Governo decide di riaprire le scuole, ma le decisioni prese (solo il 50% degli alunni per classe, a turno) non tutelano in alcun modo gli alunni delle classi popolari che hanno spesso difficoltà di seguire le lezioni da casa, perché non hanno spazio o perché non hanno i mezzi per collegarsi in maniera efficiente. Alla carenza di personale si è fatto fronte con le “assunzioni per Covid-19”. Per il governo il lavoro può essere solo precario e ripropone contratti a tempo determinato e interinali al pari degli imprenditori privati. Come se non bastasse viene pagata a questi lavoratori solo una mensilità su tre. Molti diranno che non si debba far sciopero in questo periodo. Per queste persone noi dobbiamo lavorare alle loro condizioni di disagio e pericolo, ma se possiamo lavorare possiamo anche scioperare: per rivendicare il pagamento degli stipendi arretrati; per la tutela e la sicurezza degli alunni e delle lavoratrici e dei lavoratori; per aumenti salariali; per adeguamento dell’organico alle maggiori necessità di questo periodo di crisi. Con la didattica a distanza, vogliono atomizzare le nostre esistenze".

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