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Attualità martedì 14 settembre 2021 ore 20:35

VicenzaOro, rilancio per 130 aziende aretine

Si chiude con il sorriso la Fiera di settore. Numeri più che accettabili visto il periodo. Tornano gli operatori europei ma mancano gli americani



AREZZO — VicenzaOro la ripartenza. Questo il leitmotiv della più importante Fiera di settore in Italia ma anche in Europa.

Diciamo subito che l'andamento è ben lontano dai tempi d'oro, tanto per restare in tema, ma gli operatori non si possono lamentare vista la situazione generale ed i tempi post pandemici.

Presenti alla manifestazione ben 130 espositori provenienti dall'Aretino. Aziende che guardano soprattutto all'export come chiave di volta per il loro business. Sì, perché dai tempi che furono, l'edizione di settembre di Vicenza è contraddistinta proprio dai buyer stranieri. 

A tal proposito c'è da segnalare una discreta presenza di operatori provenienti da Polonia, Romania, Francia, Germania, Grecia e Repubblica Ceca, Croazia ma anche Serbia e Albania, che hanno dato vita a fitte contrattazioni negli stand provvedendo anche a sottoscrivere interessanti ordinativi.

“Durante lo svolgimento della fiera – dichiara il presidente di Confartigianato Orafi, Luca Parrini – abbiamo riscontrato un forte ritorno di interesse per il gioiello made in Italy da parte di tanti nuovi buyer europei che affollavano i corridoi del quartiere fieristico”.

Da quanto riportato dalle imprese associate molti di queste contrattazioni si sono già concretizzate in ordinativi, che naturalmente andranno confermati nelle prossime settimane.

"Nonostante gli scetticismi e le riserve di molte imprese orafe, possiamo dire che la scommessa fatta sull’organizzazione di un evento in presenza per il nostro settore anche nel 2021 sia stato vincente.

Si tratta di una scelta che Italian Exhibition Group ha preso di concerto con le Associazioni di rappresentanza del gioiello made in Italy aderenti alla Consulta Orafa. La Fiera rappresenta infatti uno strumento imprescindibile per la commercializzazione della produzione dei nostri sistemi di piccole imprese sui mercati internazionali.

Anche nel nostro settore assistiamo ad un forte interesse per il prodotto made in Italy da parte di buyer che negli ultimi anni si erano rivolti alle grandi imprese manifatturiere operanti in Paesi come Cina e Turchia. I nostri concorrenti possono contare ancora su una forte competitività sul lato dei costi di produzione, ma le piccole imprese italiane possono garantire d’altro canto qualità del prodotto e soprattutto grande affidabilità nelle consegne anche per piccoli lotti di produzione” - conclude Parrini.

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