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Attualità venerdì 26 giugno 2020 ore 16:50

"Soldi alla Scuola e no al distanziamento sociale"

Sara Turrini, coordinatrice locale comitato "Priorità Scuola"

Queste alcune richieste che il Comitato "Priorità Scuola" rivolge al Governo. Sara Turrini, coordinatrice locale, boccia la didattica a distanza



AREZZO — Più che una protesta è un messaggio chiaro e diretto a tutte le Istituzioni ma anche un modo per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema delicato della Scuola.

Un argomento tanto importante quanto trascurato. Le manovre previste dal Governo per favorire la ripartenza del "sistema Italia" stanno mettendo in secondo piano l'Istruzione.

Su questo il comitato "Priorità Scuola" intende puntare il dito, dando risalto alle problematiche che ruotano attorno ad un mondo che "soffre" da decenni.

"Il problema Covid ha scoperchiato il Vaso di Pandora della Scuola - afferma Sara Turrini, coordinatrice locale del Comitato "Priorità Scuola". I problemi scolastici sono ben evidenti da oltre 20 anni. Siamo messi veramente male. Ci sono scuole in provincia di Arezzo che sono in ristrutturazione da tempo immemore. I bambini vanno a lezione dentro capannoni, ex supermercati adibiti ad aule scolastiche. Il 40% dei plessi in Italia opera in deroga alle varie norme. E' una vergogna. 

L'obiettivo del Comitato, composto da docenti, studenti, genitori e personale scolastico è quello di sollecitare il Governo ad investire concretamente nella Scuola.

"Occorrono soldi per garantire una adeguata istruzione ai nostri figli - insiste la coordinatrice locale del Movimento. Non so di quanti caccia-bombardieri abbiamo bisogno ma non capisco perché per quelli i soldi ci sono mentre per la Scuola no. Al Paese servono giovani in grado di ricevere un'istruzione appropriata, di questo passo rischiamo di regredire. Negli ultimi 10 anni oltre un milione di ragazzi ha abbandonato la scuola. Questi sono numeri che fanno rabbrividire. Siamo il fanalino di coda in Europa". 

Sara Turrini è una madre preoccupata di tre figli che frequentano rispettivamente la scuola primaria, le medie e le superiori. Ciò che non accetta è l'incertezza, se e come i suoi ragazzi potranno tornare a lezione. Al pari di Sara molti genitori vivono l'angoscia del non sapere cosa accadrà a settembre. 

"Con tutta onestà credo che difficilmente mia figlia, che frequenta il Liceo, possa tornare sui banchi alla riapertura dell'anno scolastico. Dico questo basandomi sulle dichiarazioni dei presidi che, al più tardi ieri mattina, affermavano di non esser pronti e di non avere i mezzi adeguati per garantire la dovuta sicurezza. Pensate che al 'Redi', già prima del Covid, c'erano classi con più di 30 alunni. Ci sono scuole che regolarmente fanno i doppi turni. La situazione è insostenibile e inaccettabile".

Il mondo della Scuola non vuole arrivare a settembre senza soluzioni adeguate. La didattica a distanza è stata l'eccezione che non può diventare regola.

"Il ricorso alla Dad è stato un fallimento totale che ha escluso circa il 30 percento dei bambini per problemi tecnologici. Non si può continuare così. Va bene il distanziamento fisico che serve ad evitare il contagio ma guai a trasformarlo in distanziamento sociale, questo sarebbe un disastro per un'intera generazione - conclude Sara Turrini.




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