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Attualità domenica 13 dicembre 2020 ore 07:00

Toscana arancione, la Terra dei Cachi

Restrizioni fino al 20 dicembre, poi un giorno in "giallo" per tornare in "letargo". Giani si fa prendere dall'entusiasmo ma Speranza non fa sconti



AREZZO — Toscana sì, Toscano no, Toscana boom. Storpiando una celebre canzone degli anni '90 scritta ed interpretata da Elio e le Storie Tese, questa è la Terra dei Cachi.

Alla fine tutti ci avevano sperato. I contagi nelle ultime settimane si sono notevolmente ridotti e lo stesso Giani aveva fatto intendere che probabilmente l'arancione sarebbe stato molto passeggero. Invece l'eccessivo ottimismo del governatore non aveva fatto i conti con Speranza e con i super-tecnici governativi che, assegnando i cartellini alle regioni manco fossero arbitri, hanno decretato che la Toscana deve starnazzare per un'altra settimana.

Sì, perché di questo si tratta. Fino al 20 dicembre permangono e le restrizioni "arancioni", quindi divieti di spostamenti tra Comuni ed ovviamente tra Regioni. Nonostante tutti negozi abbiano già ripreso l'attività, bar e ristoranti resteranno mestamente chiusi. Insomma, come girare il coltello nella piaga. E poi? Zona gialla per ben 24 ore prima di ritornare, con le orecchie basse, nel limbo delle restrizioni. In tutto questo a Roma pensano e studiano come allentare la "morsa" ma stavolta non è più il caso di cadere su un altro abbocco.

Alla fine la Toscana risulta essere la regione più penalizzata. Certo il Covid è una piaga che, attualmente, può essere combattuta solo con la prevenzione ma nella stesura delle regole dovrebbe essere adottato buon senso e intelligenza. Ora, per l'attribuzione del colore (giallo, arancio e rosso) ad una regione vengono presi in esame 21 indicatori. Una marea. Si va dal numero dei tamponi eseguiti al tracciamento dei contatti di caso fino all'indice Rt. 

Un mix di dati, ovviamente retrodatati, che vengono shakerati in un algoritmo matematico che alla fine fa uscire la pallina colorata.
Tra tutti questi 21 indicatori non ce ne è uno che fotografi la situazione attuale del territorio e neppure uno che tenga in considerazione anche un altro aspetto: quello economico. Cosa c'entra con la salute? Tanto.

Sì perché alla fine è fondamentale non ammalarsi ma sarebbe importante anche sopravvivere. Il commercio è il motore che fa girare tutto. Una catena che deve restare unita e salda altrimenti si blocca. E allora sono guai per tutti.
Mes, Recovey fund e tante altre belle pensate possono servire nell'immediato ma non rappresentano la soluzione. Insomma, si vive di certezze e non di speranze.

Ad Arezzo la situazione è pesante. Nelle ultime ore il passeggio è aumentato, i negozi iniziano tardivamente a lavorare ma nella faccia degli aretini c'è tristezza. Paura e preoccupazione per le mazzate che giorno dopo giorno vanno ad intaccare quanto finora costruito.  Quella stabilità che oggi viene messa in discussione da meccanismi matematici studiati sulla carta ma non sul campo.

Lasciando perdere le boutade o le polemiche politiche, dobbiamo far quadrato e rimboccarci le maniche. E poi lo diceva anche Elio.
Tanta voglia di ricominciare...Puoi dir di sì, puoi dir di no ma questa è la vita.

Andrea Duranti
© Riproduzione riservata


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