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Attualità venerdì 12 febbraio 2021 ore 15:22

Zona Arancione: "Salviamo almeno il weekend"

Ancora non è ufficiale ma il caos regna sovrano. Confesercenti chiede che venga "concesso" il pranzo al ristorante per San Valentino



AREZZO — E' quasi scontato che la Toscana finirà in zona arancione ma, come spesso accade, l'incertezza ancora regna sovrana. Sì perché l'entrata in vigore delle norme più restrittive dovrebbe avvenire domenica 14, ma per il momento nessuna comunicazione ufficiale in merito. Peccato che la zona arancione imponga, allo stato dell'arte, la chiusura di tutti i locali che si occupano della somministrazione di cibo e bevande. Le limitazioni, come detto, dovrebbero entrare in vigore domenica 14 febbraio, giorno di San Valentino e occasione più unica che rara per fare il pienone al ristorante.

Praticamente tutti i locali sono sold out da giorni ed i gestori hanno già ordinato le scorte dai propri fornitori. Insomma, i ristoratori hanno investito fior di soldi per organizzare al meglio la giornata ma rischiano, anche stavolta, di dover buttar via ulteriori capitali.

Sull'argomento interviene Mario Checcaglini, direttore di Confesercenti. "È probabile che a partire da domenica 14 febbraio la Toscana entri in zona arancione. Per tutte le attività è un problema, di più lo è per il settore dei pubblici esercizi e della ristorazione in particolare. Per questa categoria la conseguenza più probabile è che perda la possibilità di lavorare a pranzo domenica, proprio nel giorno della ricorrenza di San Valentino. Una data importante per chi ha riposto aspettative in questa giornata dopo mesi di chiusure e incassi a zero. Festeggiare la  ricorrenza degli innamorati in un ristorante è uno dei momenti belli della vita delle persone e tanti hanno in programma di farlo. Per gli operatori è l'occasione di lavorare dopo tanti giorni di difficoltà. Adesso la zona arancione potrebbe annullare l’appuntamento a tavola se la chiusura partirà da sabato notte”.

Confesercenti ricorda che “sono già tante le persone che hanno prenotato un tavolo al ristorante. Nel frattempo gli operatori si sono organizzati e hanno effettuato gli acquisti delle materie prime necessarie. A loro però ancora non è stata data comunicazione su quando si entrerà ufficialmente in zona arancione. Se l’annunciò arriverà questa sera, ciò significa che l’intera categoria avrà solo 24 ore di preavviso per dover disdire tutto, rinunciando non solo agli incassi, ma anche all’investimento fatto per l’acquisto di materie prime”.
Per Checcaglini “è inaccettabile trattare una intera categoria con tanta superficialità. La ristorazione e i pubblici esercizi sono stati spogliati dei loro diritti da una politica sorda alle necessità delle imprese. Un intero settore economico non può essere mortificato così; non può la politica portarlo fino all’esasperazione. In questo momento peraltro la vaccinazione sta riprendendo, i tracciamenti - come sostiene il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani sono efficaci - ed è per questo che Confesercenti ritiene che si sarebbe potuto considerare la ristorazione alla stregua del resto delle attività commerciali consentendole di aprire a pranzo anche in arancione”.


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