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Attualità martedì 07 luglio 2020 ore 19:07

“Con Ghinelli Arezzo è rinata”

Matteo Salvini suona la carica per il Comune e la Regione: "La nostra idea di Toscana è la squadra, con Ceccardi e i sindaci protagonisti”



AREZZO — Da Massa passando per Pontremoli, Montecatini, Firenze fino ad Arezzo. Il lungo tour toscano di Matteo Salvini spezza il pomeriggio nella città governata dal centrodestra, uno dei sei Comuni capoluogo di provincia strappati alla sinistra. 

Il sindaco Alessandro Ghinelli lo accoglie a Palazzo Cavallo insieme alla senatrice-assessore della Lega Tiziana Nisini, il consigliere regionale Marco Casucci, i vertici del centrodestra aretino e gli amministratori del territorio tra i quali spicca Luciano Meoni, sindaco di Cortona, che ha appena tagliato il traguardo del primo anno dalla vittoria elettorale.

Matteo Salvini suona la carica e racchiude l'idea di Toscana in una parola: “squadra”. La squadra impegnata pancia a terra in campagna elettorale, coi sindaci a fare da apripista nei Comuni dove il vento del cambiamento ha già spirato. “Non un uomo solo al comando, ma una squadra fatta da tanti territori. Oggi ho incontrato i sindaci dimenticati dalla Regione, a Firenze ho raccolto il grido di dolore di commercianti, artigiani, baristi, taxisti, albergatori; ambulanti”. 

Arezzo in controtendenza e Salvini lo rimarca. “Questa città si è messa a correre cinque anni fa ed è rinata". 

La corsa di Alessandro Ghinelli è la corsa di Susanna Ceccardi alla Regione. La candidata governatore del centrodestra, punta molto sul suo profilo di sindaco (Cascina) e del resto è lo stesso Salvini a declinare lo schema: sindaci in prima fila, esperienza e competenza nell'amministrare i territori sono la spinta e la proiezione di come sarà il governo toscano a guida centrodestra, in caso di vittoria.

Salvini mette subito in chiaro: “Perchè Susanna Ceccardi? Perchè è un sindaco e chi ha fatto il sindaco può fare il governatore. Susanna sarà parte di una squadra che comprende Pistoia, Massa, Pisa, Grosseto, Siena e Arezzo, con i sindaci in campo nella battaglia per liberare la Toscana”. 

Battaglia aperta, ribadisce il leader della Lega che ricorda il contesto politico di cinque anni fa: centrodestra al voto diviso, centrosinistra unito, Enrico Rossi eletto governatore. “Cinque anni fa Renzi sembrava l'imperatore del mondo e oggi il centrosinistra è diviso, mentre noi siamo uniti e compatti, nonostante gli insulti che ci rivolgono come quello, deprecabile, del guinzaglio... vorrei sapere cosa c'è di politico...”, il riferimento corre allo scivolone di Eugenio Giani, candidato governatore del centrosinistra.

Due le priorità su Arezzo che Susanna Ceccardi mette nell'ageda delle cose da fare: distretto orafo e sanità.

Ho incontrato numerosi imprenditori orafi, si tratta di un comparto molto importante non solo per la Toscana ma anche per l'Italia e l'Europa. Abbiamo avuto un lungo lockdown e le imprese si sono dovute sobbarcare ciò che dallo Stato non è arrivato, vedi la cassa integrazione per molti dipendenti. C'è bisogno di una visione di marketing e di insieme per rilanciare un settore che dà lavoro a migliaia di famiglie”.

L'altra priorità è una sanità a “portata di mano”. Significa che per Ceccardi, è “necessario investire in maniera diffusa anche sugli ospedali periferici per dare un servizio a tutti i cittadini”. Promette a Ghinelli un ceck-up tra cinque anni per “vedere la realizzazione delle nostre proposte”, poi attacca il “metodo-Rossi”: “Ho parlato con i sindaci del centrodestra e nessuno ha mai ricevuto una chiamata da Rossi”. 

Ghinelli conferma e cita le sollecitazioni “rimaste senza risposta”, ad esempio sulle iniziative culturali. “La prima cosa che farò ogni mattina è chiamare i sindaci”, annuncia Ceccardi “per confrontarmi, sostenere il governo dei territori e far sentire la vicinanza della Regione. Quanto ad Arezzo, so cosa ha fatto Ghinelli in questi anni e dico a tutti di venire in questa città specialmente a Natale, è unica”.

Il sindaco Ghinelli sottolinea la presenza “benaugurante di Matteo Salvini per la mia campagna elettorale. Cinque anni fa è venuto due volte in città: insieme abbiamo fatto un'iniziativa davanti a Banca Etruria; poi un comizio in piazza Risorgimento; allora gli aretini compresero la forza del cambiamento e oggi hanno visto i risultati. Arezzo è rinata; ha subìto cambiamenti importanti e un'altra novità la dico qui e riguarda la questione delle case popolari con l'importante provvedimento firmato dalla senatrice Tiziana Nisini”. 

Chiosa con un auspicio e per un attimo, abbandona l'aplomb inglese che ne contraddistingue lo stile: “Cara Susanna l'augurio per entrambi è di abbracciarci e sbronzarci il 20 settembre festeggiando la vittoria elettorale”. Salvini “benedice”, la senatrice Tiziana Nisini gongola proiettando la svolta di Arezzo su Firenze. Non è finita. 

C'è ancora una tappa a chiudere la giornata: Salvini “vola” a Castiglion Fiorentino (segue cena con 250 invitati), da Mario Agnelli, il sindaco rieletto un anno fa con oltre il 70 per cento dei consensi: voto “bulgaro” nella città che per prima ha sbaragliato la sinistra in provincia di Arezzo. Segue Cortona, ma Agnelli vanta il doppio-primato. 

Lucia Bigozzi
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