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Attualità lunedì 12 ottobre 2020 ore 15:50

​Il Covid spenge la città del wedding

Nella bozza del Dpcm le nuove regole per i matrimoni avranno un effetto tsunami per la capitale europea delle nozze e l'intera filiera economica



AREZZO — Sposarsi ai tempi del Covid può diventare un incubo. Non solo per il rischio di beccarsi il virus che è tornato a galoppare anche nella nostra provincia con il picco raggiunto ieri di 64 nuovi contagi, ma anche e soprattutto per la realistica possibilità che la cerimonia del giorno più bello della vita venga invalidata, ovvero matrimonio annullato. 

E’ la disposizione contenuta nella bozza del nuovo Dpcm che il governo si appresta a varare entro stasera per dare una stretta sulle misure anti-Covid in tutto il territorio nazionale. In pratica la bozza con le nuove regole stabilisce che i matrimoni “possono essere svolti con la sola presenza dei soggetti che devono intervenire secondo le norme dello stato Civile alla celebrazione e non più di dieci invitati. La mancata osservanza della disposizione determina l’invalidità del matrimonio stesso”. Dieci invitati al massimo e i due testimoni. Non uno di più altrimenti il matrimonio non è valido.

Se la regola verrà confermata nella versione definitiva del provvedimento governativo, l’effetto per Arezzo e l’intera provincia sarà pari a quello di uno tsunami sul versante dell’economia che il settore del wedding muove. Una filiera molto larga che comprender strutture ricettive, agriturismi, aziende che producono le eccellenze del territorio, tutto il mondo della ristorazione e dei servizi per le cerimonie (dai fotografi, videroporter, alle agenzie di viaggio e tour operator, dai negozi di bomboniere, alla sartoria). Ci si sposa in 30 ai tempi del Covid, oppure niente.

L’effetto sarà pesante anche in città perché Arezzo si è candidata a capitale europea del wedding, dopo un importante accordo di collaborazione siglato dalla Fondazione Arezzo Intour presieduta da Marcello Comanducci e una società indiana di Bangalore che crea relazioni e rete nell’industria del wedding in tutto il mondo. Il sindaco Alessandro Ghinelli ha puntato molto su uno dei comparti che rappresentano l'eccellenza delle imprese artigiane aretine e nel nuovo mandato a Palazzo Cavallo ha già annunciato il potenziamento del programma complessivo di promozione turistica della città.

Non solo ma la città della Giostra ha già ospitato una tre-giorni internazionale dedicata al settore presentandosi come location ideale per le cerimonie e raccontando l’unicità della terra di Toscana. E ancora: per spingere in questa direzione anche come volano di promozione turistica della città, è nata Arezzowedding, ramo dell’ente per la gestione della destinazione turistica che ha il compito di proporre i servizi di tutti i professionisti che operano nell’ambito delle cerimonie.

Se da domani ci si potrà sposare ma solo con dodici persone a far festa, è facile comprendere l'effetto su una città che tenacemente sta tentando di rimettersi in piedi e ripartire. 

Lucia Bigozzi
© Riproduzione riservata


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