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Vino, le “Ri-Generazioni” di Caviro nel segno della sostenibilità

ROMA (ITALPRESS) – “RI-GENERAZIONI. Uniti dal fil vert della sostenibilità” è il titolo dell’evento del Gruppo CAVIRO, tenutosi alla Fabbrica del Vapore di Milano, per la presentazione della Terza Edizione del Bilancio di Sostenibilità del Gruppo. L’evento, moderato da Federico Taddia, ha visto la partecipazione di più voci, esperienze, e generazioni: tra gli ospiti, l’Europarlamentare […]



ROMA (ITALPRESS) – “RI-GENERAZIONI. Uniti dal fil vert della sostenibilità” è il titolo dell’evento del Gruppo CAVIRO, tenutosi alla Fabbrica del Vapore di Milano, per la presentazione della Terza Edizione del Bilancio di Sostenibilità del Gruppo. L’evento, moderato da Federico Taddia, ha visto la partecipazione di più voci, esperienze, e generazioni: tra gli ospiti, l’Europarlamentare Elisabetta Gualmini, il Professor Attilio Scienza, il direttore scientifico di LifeGate Simone Molteni, il fondatore di ZeroCO2 Andrea Pesce, e la direttrice editoriale di Innesti, Martina Liverani.Un dialogo aperto su come diverse realtà operano e comunicano per lasciare alle generazioni a venire un pianeta migliore e su come la responsabilità, soprattutto per le aziende, debba essere la guida principale nelle azioni quotidianamente intraprese. “Sostenibilità è responsabilità. E’ occuparsi di lasciare le cose in ordine per chi viene dopo. Vogliamo comunicare in trasparenza il nostro modo di essere cooperativa e condividere con le persone, gli enti e le istituzioni che vengono in contatto con noi la volontà di creare Valore dove sembra non esserci”, ha detto il presidente del Gruppo CAVIRO, Carlo Dalmonte, che aprendo l’iniziativa ha sottolineato l’importanza di cooperare per un obiettivo comune.Il racconto è proseguito sul Bilancio di Sostenibilità del Gruppo, giunto alla sua terza edizione e quest’anno certificato, che racchiude in sè tutto l’impegno e i risultati raggiunti da CAVIRO, che è ormai una Best Practice per il settore, in Italia e all’estero.Con 12.000 soci, 27 cantine in 7 regioni d’Italia – dal Veneto alla Sicilia -, 35.200 ettari vitati e ben 660 mila tonnellate di uva prodotta (quasi il 10% di quella dell’intero territorio nazionale), il Gruppo CAVIRO rappresenta la più grande cantina vitivinicola d’Italia.I 390 milioni di ricavi nel 2021 e un approccio che unisce visione strategica, innovazione e vicinanza al territorio, sono le basi che permettono al Gruppo di operare delle scelte, e seguire il fil vert della sostenibilità perseguendo strade, spesso pionieristiche, che pongono al centro il rispetto per le persone e per l’ambiente.Un impegno che ha portato a diversi riconoscimenti nazionali e internazionali come il Premio Impresa Ambiente, il più alto riconoscimento italiano destinato alle imprese che nella gestione della propria attività danno un contributo innovativo in termini di sostenibilità ambientale e responsabilità sociale, la menzione di Index Future tra le 44 imprese italiane che meglio illustrano la propria governance o il recente European Award for Cooperative Innovation per la categoria “Bioeconomia e Circolarità”, che riconosce a CAVIRO lo status di cooperativa tra le più innovative a livello europeo.L’adozione di modelli di produzione sostenibili e circolari, l’attenzione per gli stakeholders, la promozione della sicurezza e del benessere di dipendenti e consumatori, il supporto al territorio anche dal punto di vista economico con un’attenzione particolare alle realtà locali: tutti temi fondamentali per il Gruppo faentino che, in linea con gli obiettivi delineati dall’Onu nell’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile del pianeta, attraverso iniziative e progetti tangibili e di ampio respiro esercita un’azione concreta su 7 Sustainable Development Goals (SDGs).“In CAVIRO la sostenibilità si esprime in ogni passaggio della filiera: dal vigneto all’imbottigliamento, dagli scarti alla loro trasformazione in prodotti nobili, perchè “dell’uva non si butta via niente” – commenta SimonPietro Felice, Direttore Generale del Gruppo CAVIRO -. Abbiamo strutturato un modello di economia circolare che oggi è tra le più importanti case history a livello europeo. Decine di milioni di euro sono stati investiti, altri sono in budget per azioni atte a preservare il valore delle risorse naturali, operare il riciclo e la rigenerazione dei prodotti e dei materiali, che ci permettono di ridurre alla fonte l’impiego di materie prime ed energia”.Le sustainability manager del Gruppo CAVIRO – un team di sole donne già alla guida di altri settori di CAVIRO, costituito da Sara Pascucci, Head of Communication Gruppo CAVIRO, Silvia Buzzi, Health Safety and Environment Manager CAVIRO Extra ed Elisa Massimiani, Financial Planning & Analysis Manager Gruppo CAVIRO – hanno raccontato i diversi aspetti in cui il Gruppo opera la sostenibilità.Sostenibilità dal punto di vista sociale, con 27 certificazioni ottenute (tra cui SA8000, Standard Equalitas, Sostenibilità biometano e bioetanolo), e la creazione di una cultura della sostenibilità diffusa tra tutti gli stakeholder con diversi progetti: dalle etichette ai canali di comunicazione (sito, social network, e-magazine Innesti).Sostenibilità sociale anche per l’attenzione verso i soci, con la garanzia di condizioni migliori di quelle sul libero mercato, e verso i dipendenti, con ad esempio le oltre 17.000 ore di formazione erogate nel 2021.Sostenibilità dal punto di vista ambientale, con l’impegno nell’attività di recupero e valorizzazione pressochè totale degli scarti di filiera per la produzione di energia elettrica, termica, di biocarburanti e di fertilizzanti naturali.Sostenibilità anche dal punto di vista economico. L’Italia costituisce il principale mercato di riferimento (70% della composizione dei ricavi per l’anno fiscale 2020/21) e il Gruppo è primo nel settore vino a livello nazionale per quota di mercato a volume e valore. Nel fiscal chiuso al 31 agosto 2021, il valore economico generato dal Gruppo è stato di 396 milioni di euro, con un incremento di 28,8 milioni di euro (pari al+8%) rispetto all’esercizio precedente.Il 93,5% è stato distribuito agli stakeholders, principalmente soci (22%), altri fornitori di beni e servizi e lavoratori (a cui è andato un 7,4%), mentre il 6,5% dell’importo è stato reinvestito internamente. – foto ufficio stampa Caviro – (ITALPRESS).

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