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Attualità giovedì 21 agosto 2014 ore 15:45

Lavoro in nero,scoperte due cooperative paravento

L'indagine ha portato all'individuazione di 136 lavoratori totalmente al nero e di 165 rapporti di lavoro irregolari, denunciati i due titolari



AREZZO — Avevano creato una cooperativa sociale paravento per aggirare la normativa e assicurarsi vantaggi fiscali e contributivi ma sono stati prontamente scoperti dalla Guardia di Finanza di Arezzo, insieme alla Direzione Territoriale del Lavoro.

L'indagine ha portato all'individuazione di 136 lavoratori totalmente al nero e di 165 rapporti di lavoro irregolari, ed alla denuncia dei responsabili di due società che operavano dietro il paravento della cooperativa, multe per oltre due milioni di euro.

Stando a quanto ricostruito le due imprese in questione, titolari di un noto marchio nel settore delle prestazioni socio-sanitarie, educative e di assistenza domiciliare, con sedi rispettivamente, ad Arezzo e nel Valdarno, procuravano personale incaricato dell'assistenza, sia domiciliare che ospedaliera, a persone anziane e disabili. 

Ad insospettire gli investigatori delle Fiamme Gialle è stato il fatto che il personale veniva retribuito con un costo orario pari a circa 5 euro. 

Le indagini hanno consentito di appurare che i responsabili delle due imprese avevano creato ad hoc una cooperativa sociale, priva di struttura logistica, con il compito di interporsi fittiziamente nella gestione operativa. Di fatto il procacciamento dei lavoratori continuava ad essere effettuato dai titolari del marchio che, pero', attraverso tale stratagemma, potevano usufruire del regime agevolato fiscale e contributivo di cui godono le cooperative sociali. 

L'indagine si è conclusa con l'individuazione di 301 posizioni lavorative irregolari e la constatazione di violazioni per oltre 600.000 euro e di IVA per circa 100.000 euro, nonché con l'irrogazione di maxi sanzioni per lavoro nero per oltre 2 milioni di euro ed il recupero contributi per circa 500.000 euro, a fronte di retribuzioni evase per oltre 1.300.000 di euro. 

Denunciati i due responsabili delle aziende per omesse dichiarazioni contributive.


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