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Attualità sabato 16 aprile 2016 ore 19:18

Renone vittima della burocrazia

Lavorano in una cava e, di norma, usano altri attrezzi. Ma di fronte alla prospettiva di perdere il posto, hanno scritto una lettera al sindaco



AREZZO — La Renone, dinanzi ai ritardi del Comune nel rinnovo della concessione, aveva chiesto al sindaco Alessandro Ghinelli, l'autorizzazione a poter lavorare almeno la terra proveniente da altre zone: unica possibilità per non cessare l'attività. La risposta è stata negativa.

Ma di fronte alla prospettiva di perdere il posto, gli otto lavoratori dell'azienda che operano nelle cave di Quarata, hanno preso carta e penna e scritto al sindaco.

“L'azienda – scrivono i lavoratori al sindaco – ci ha comunicato che in conseguenza dell'esaurimento della concessione per la coltivazione attuale, si vedrà costretta a procedere ad una riduzione pressochè totale del personale e, cosa probabile, alla cessazione dell'attività”.

Insieme alla Fillea Cgil, l'azienda si era attivata da mesi per ottenere il rinnovo della concessione. “Anche noi – ricorda Nicola Innocenti, dirigente Fillea – avevamo scritto al Comune sollecitando tempi rapidi nell'iter burocratico. Purtroppo né l'azienda né noi abbiamo ricevuto risposta”.

La concessione è così scaduta, quella nuova è ancora da venire e, per di più, la Renone non può lavorare nemmeno la terra di altri siti. “Questi giorni – scrivono i lavoratori – sono per noi caratterizzati da ansia e angoscia per la paura in merito ai risvolti negativi che la vicenda può avere per le nostre famiglie”.


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