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Cronaca venerdì 28 novembre 2014 ore 15:56

Scomparsa nell'aretino, vescovo: "Chi sa parli"

​"Fiducia piena nella magistratura, chi sa parli ma attenti al metro con il quale si giudica". Lo ha detto il vescovo di Arezzo, Riccardo Fontana



AREZZO — "Padre Gratien è arrivato in provincia di Arezzo perché, per mancanza di clero e necessità di coprire 900 parrocchie, siamo entrati in contatto con questa congregazione africana che ci sta dando una grossa mano - ha spiegato il vescovo Fontana -  Lui è stato coinvolto nell'inchiesta per ricercare informazioni e verità. A me non ha detto niente ma questo è il compito della magistratura non mio". Il vescovo è entrato anche nel merito del "fantomatico" zio Francesco, un testimone rimasto finora nell'ombra, che avrebbe avvisato padre Gratien della presenza di Guerrina fuori dalla chiesa di Sestino il primo maggio. "Io volentieri dico a Padre Gratien di parlare ma non dimenticate che è stato sentito, nell'immediato, addirittura per 16 ore, lui che parla poco l'italiano, e che se non avessi avuto mancanza di clero di sicuro non lo avrei inviato in un luogo così lontano dal Congo".

Riccardo Fontana ha poi smentito categoricamente di aver ricevuto una lettera da una parrocchiana che metteva in guardia di come a Ca Raffaello stessero accadendo cose strane: "La curia non sapeva niente. La situazione era stata difficile per anni proprio per la mancanza di un parroco ma con l'avvento dei religiosi della congregazione tutto era andato meglio. Del resto la procura non mi ha mai inviato alcuna comunicazione sul caso. La verità avanti a tutto, voi giornalisti continuate a far il vostro lavoro e a cercare la verità. Io sono con voi", ha concluso il vescovo che sulle foto osè di una suora trovate dal Ris di Roma sul computer di padre Gratien, ha risposto: "Che c'entrano con il processo? Io mi preoccupo dei momenti di fragilità e debolezza delle persone questo sì, ma dico misurate con lo stesso metro con il quale poi sarete misurati anche voi".


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