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Cultura mercoledì 07 ottobre 2020 ore 18:02

Un anno senza Beppe Bigazzi, il bastian contrario

Paolo Tizzanini e Beppe Bigazzi
Paolo Tizzanini e Beppe Bigazzi

L’oste Tizzanini ricorda l’amico scomparso: “Faremo una grande festa in suo onore con tutti gli amici. Anche sul Covid avrebbe detto la sua”



TERRANUOVA BRACCIOLINI — Se ne è andato un anno fa esatto. Senza immaginare che qualche mese dopo l’amata moglie Giuseppina l’avrebbe raggiunto, senza vedere il mondo andare alla rovescia per colpa del Coronavirus ma sapendo bene che il Valdarno e gli amici di sempre l’avrebbero tenuto nel cuore.

Beppe Bigazzi – dirigente d’azienda, giornalista, gastronomo, amante della terra ed esperto conoscitore dei suoi frutti e chissà quanto altro si potrebbe dire ancora - è scomparso il 7 ottobre del 2019 e questi dodici mesi senza di lui sono stati sicuramente strani. Si sente la mancanza del suo spirito sagace, del suo particolare modo di analizzare le cose e anche di un suo pensiero sul Covid che avrebbe di certo guardato dritto in faccia. “Avrebbe osservato le regole, in queste cose era molto attento” ricorda lo storico amico Paolo Tizzanini, l’oste custode dell’Acquolina di Terranuova con cui ha condiviso mille momenti di vita oltre a varie esperienze televisive. “Ma avrebbe anche dato una stoccata al Covid con una delle sue battute e si sarebbe inventato qualcosa come ai tempi della mucca pazza quando facemmo una cena con tante bistecche con l’osso. In fondo è sempre stato un bastian contrario. E siccome Beppe era un uomo del Rinascimento – aggiunge Tizzanini – avrebbe visto e colto in questa crisi anche il modo per uscirne fuori. A modo suo, parlando di cibo, ci avrebbe indicato la strada per la ripartenza”. E gli amici aspettano proprio la ripartenza e che la situazione sanitaria si calmi per poter organizzare in suo onore una grande festa, in questi giorni dell’anniversario della morte impossibile da allestire e per questo rinviata alla prossima primavera. “Avevamo in mente di fare una bella iniziativa, festosa come avrebbe voluto lui, insieme all’Accademia italiana di cucina – Beppe era un accademico – e con tanti amici, ma la faremo più in là” aggiunge il noto ristoratore.

Un evento che si terrà naturalmente a Terranuova, il suo paese natale, dove Bigazzi tornava spesso imperdibile, poi, l’appuntamento con il Perdono: “In qualunque parte del mondo si trovasse a settembre per la fiera veniva sempre. Chissà che avrebbe detto quest’anno che la festa non si è tenuta”.

Tra una battuta e l’altra, alla fine, nelle parole di Tizzanini affiora anche un po’ di malinconia come quando ricorda l’ultima volta che ha incontrato l’amico. “Era il 4 ottobre pochi giorni prima della scomparsa. Lui stava male e non era potuto venire da noi e così gli ho portato il Valdarno a casa: il pane cotto a legna del forno di Terranuova, i fagioli zolfini e il vino Crognolo della Tenuta Setteponti che amava tanto”. I prodotti della sua terra che aveva contribuito a far conoscere al grande pubblico ma che quella volta forse non riuscì ad assaggiare.

“Insomma – chiediamo - come è stato questo anno senza Beppe?”. Un sospiro e poi la risposta: “Ho sempre dentro di me qualcosa di Beppe, le sue regole: faccio cose che a lui avrebbero fatto piacere e non ne faccio altre che gli sarebbero dispiaciute”. “In fondo Beppe la controlla un po’ dall’alto…” gli diciamo e Tizzanini ritrovando il sorriso risponde: “É vero, è vero”.


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