Questo sito contribuisce alla audience di 
QUI quotidiano online.  
Percorso semplificato Aggiornato alle 18:36 METEO:AREZZO13°24°  QuiNews.net
Qui News arezzo, Cronaca, Sport, Notizie Locali arezzo
mercoledì 29 maggio 2024
Tutti i titoli:
corriere tv
Sesso e mafia - Esca viva: Maria Concetta attirata in trappola da sua madre

Attualità giovedì 15 ottobre 2020 ore 09:30

La corazzata Menci più forte del Covid

L'azienda, leader mondiale di semirimorchi, tiene bene contro il virus. Solo un caso nei tre stabilimenti, grazie a regole e protocolli specifici



CASTIGLION FIORENTINO — Nessun contagio da marzo  allo stabilimento principale, quello di Castiglion Fiorentino. Un caso positivo in quello di Treviso, nessuno in quello di Alessandria.

Tiene bene la corazzata Menci, l’azienda leader di semirimorchi e cisterne che conta 355 dipendenti in totale: 240 a Castiglioni, 70 a Treviso e 45 ad Alessandria. Un "esercito" che per il momento ha saputo tenere botta al Covid, grazie anche al rispetto assoluto delle regole e dei protocolli.

“Abbiamo istituito un Comitato Covid composto da alcuni dei quadri aziendali, coinvolti in base alle loro funzioni – spiega Massimo Menci, direttore generale – Si riunisce periodicamente per aggiornare le procedure sulla scia della normativa. E’ uno strumento importante perché consente di calare, in ogni regione, le direttive specifiche di quel territorio. La Toscana e il Veneto, per esempio, hanno disposizioni diverse sotto certi punti di vista”.

Nei tre stabilimenti tutti, dagli impiegati agli operai, devono indossare sempre la mascherina. Negli uffici i dipendenti si alternano con lo smart working e nella stessa stanza, dotata di pannelli di plexiglass, stanno al massimo due persone. Discorso a parte per la mensa. “A Castiglioni sono 60 i dipendenti che pranzano lì – continua Menci – quindi abbiamo dovuto organizzare due turni altrimenti gli spazi non ci avrebbero consentito di continuare il servizio”.

Sanificazione è la parola d’ordine: quella periodica delle officine con tutte le attrezzature e quella quotidiana negli uffici. Ogni mattina all’ingresso, si misura la temperatura e poi si indossano i dispositivi di protezione. “Per l’acquisto di mascherine e di tutti i prodotti necessari alla sanificazione dei locali – dice il direttore - in 6 mesi abbiamo speso 70 mila euro. Lo Stato avrebbe dovuto rimborsare il 60% delle spese ad ogni azienda invece, siccome le richieste sono state molto superiori, ce ne rimborseranno forse il 12%. Non per fare polemica, non è nostra abitudine, però se la colpa del Covid non è dello Stato, tanto meno i colpevoli siamo noi. E le spese chiaramente non sono finite vista la situazione”.

Ma la Menci spa, rispetto alle ditte del suo settore, perderà molto meno a livello di fatturato. “Questo anno segneremo una contrazione del 10% mentre la media del settore è del 30%. Quindi non possiamo lamentarci”.

Qualche contrattempo si è verificato con i commerciali che vanno all’estero, soprattutto nei territori dell’Arabia e dell’Africa dove la relazione umana e l’incontro “vis a vis” sono ritenuti fondamentali. “Chiaramente i nostri venditori hanno dovuto evitare certi spostamenti. Chi, per forza di cose, è dovuto andare all’estero per chiudere un contratto, è stato poi sottoposto a tampone ma per fortuna non ci sono stati casi" conclude il direttore.

Simona Buracci
© Riproduzione riservata


Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti alla Newsletter QUInews - ToscanaMedia. Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI

Tag
Iscriviti alla newsletter QUInews ToscanaMedia ed ogni sera riceverai gratis le notizie principali del giorno