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Attualità lunedì 21 novembre 2022 ore 19:29

Montedoglio, dal crollo del 2010 lavori finiti

Sopralluogo della commissione Sviluppo economico e rurale. L'ultimazione consentirà di disporre di un volume invasato di 145,5 mln di metri cubi



VALTIBERINA — Sul coronamento della diga di Montedoglio, in prossimità dello sfioratore, sopralluogo di una delegazione della commissione regionale Sviluppo economico e rurale, guidata dalla presidente Ilaria Bugetti (Pd) con i consiglieri regionali del Partito democratico Marco Niccolai, Anna Paris, Vincenzo Ceccarelli e Lucia De Robertis. L’obiettivo è stato quello di vedere la fine dei lavori correlati al ripristino dello sfioratore superficiale, sul fiume Tevere, e visitare un nodo di diramazione significativo dell'adduzione in Valdichiana. A guidare i rappresentanti del Consiglio sono stati il presidente e il direttore di Eaut Simone Viti e Andrea Canali.

“Il mandato che si è dato il nuovo Cda, appena insediatosi, è di sviluppare le attività dell’Ente in un contesto che presenta alcuni aspetti e contesti favorevoli – ha precisato Viti -. La chiusura dei lavori e della problematica della Diga di Montedoglio, a seguito del crollo del 2010, l’inizio delle attività di invaso della Diga sul Chiascio, l’appalto e la gestione di ulteriori condotte per circa 150 milioni di euro, a seguito di finanziamenti richiesti ed ottenuti dal MIPAF e dal MIT, anche dentro il capitolo PNNR, devono rappresentare una svolta che dovrà coinvolgere anche gli enti vigilanti, Regioni Toscana ed Umbria, Mipaf e Mise”.

“Dopo due anni di pandemia era importante come commissione - ha detto la presidente Bugetti - toccare con mano l’importanza e la strategicità di questo luogo”.

“Ci sono voluti molti anni, ma questo è conseguenza della burocrazia del nostro Paese - ha detto il consigliere Pd del territorio Ceccarelli - L’ente ha lavorato bene e oggi vediamo che tutto è ricostruito e questa diga è tornata nel pieno delle sue funzioni".

L’ingegner Thomas Cervini ha ricordato che l’opera, iniziata nel 2019, esce da questo lungo periodo più sicura grazie ai lavori effettuati che rispondono in pieno, tra l’altro, alle ultime norme antisismiche. “La nuova struttura di sfioro in cemento è stata costruita di 50 centimetri più larga della precedente e di un metro più bassa, in base alle indicazioni fornite dalla Direzione Generale Dighe”. L’invaso sarà riempito gradualmente con un programma sperimentale concordato con la Direzione Generale Dighe per valutare e controllare il comportamento delle opere. Sarà un innalzamento progressivo e controllato che dai 381 metri sul livello del mare arriverà ai 393,60 metri sul livello del mare, che è l'altezza massima che si potrà raggiungere con Montedoglio, pari a circa 140 milioni di metri cubi di acqua totali.

L’efficienza piena dell’invaso permetterà di garantire il servizio idropotabile e irriguo a gran parte della Toscana orientale, dell’Umbria settentrionale e fornire una garanzia di tenuta anche nella eventualità di situazioni emergenziali legate ai cambiamenti climatici.


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