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Attualità sabato 19 febbraio 2022 ore 18:15

Appello affinché il Comune acquisti l'ex Fontemura

Il Pd avanza la proposta e idee per la riqualificazione dell'area, un tempo la montagna degli aretini. La base d'asta ammonta a circa 200mila euro



AREZZO — "L'Alpe di Poti è abbandonata e la Fontemura è uno dei simboli del disinteresse del Comune di Arezzo". Un tema particolarmente sentito in città e per questo i consiglieri Pd, Giovanni Donati e Alessandro Caneschi, hanno depositato un atto d’indirizzo per richiedere alla Giunta di presentare un’offerta per l’acquisizione dell’area dell'ex fabbrica di acqua, da decenni in preda al degrado e sfruttata, anche recentemente, per rave party abusivi.

"Questa è stata chiusa nei primi anni 2000, l’albergo di Poti è caduto nell’abbandono diversi anni prima e Poti, la montagna degli aretini, meta di villeggiatura e di relax dagli anni ‘60 in poi, ha perso il suo ruolo di punto di riferimento per la città". Dimenticata dall'istituzione ma non dagli aretini: "grazie alle associazioni del territorio e non solo, sono state organizzate numerose e prestigiose manifestazioni legate al mondo del rally (tappe del Rally Città di Arezzo, Crete Senesi e Valtiberina) e del ciclismo (Giro d’Italia), del ciclostorico (l’Ardita), delle semplici camminate (Fondazione Arezzo Wave, Calcit, A Piede Libero) ed arrivato anche qualche segnale di vivacità da parte di imprenditori del settore del turismo (Baita di Poti)".

Caneschi e Donati chiedono che l’Amministrazione comunale faccia la propria parte e, vista la base d’asta di circa 200mila euro, depositi un’offerta per l’acquisizione della complesso immobiliare.  "In caso di aggiudicazione, il Comune si ritroverebbe un grande patrimonio immobiliare di circa 5mila metri quadrati, oltre ad una vasta area prevalentemente boschiva e avrebbe la possibilità di “governare” la riqualificazione dell’area".

Donati e Caneschi hanno già alcune idee sulle possibilità attività: "la nostra proposta prevede la demolizione degli edifici, la loro ricostruzione parziale per realizzare un progetto complessivo che vada a riqualificare tutta l’area. Potrebbero essere realizzate strutture turistico-ricettive, sociali, parchi avventura, strutture di supporto alle tante attività ludico sportive che vengono già organizzate nell’Alpe di Poti. E questo nel massimo rispetto dell’inserimento ambientale. La restante parte delle volumetrie demolite e non facenti parte del progetto, dovrebbero essere inserite nel registro dei crediti edilizi, come previsto nel Piano Strutturale e nel Piano Operativo. Con questa operazione il Comune potrebbe recuperare i soldi investiti per l’acquisto e riqualificare, anche dal punto di vista ambientale, un’area praticamente a costo zero".


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