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Attualità domenica 02 gennaio 2022 ore 17:24

Quasi 300 chiamate al 118 nella notte di capodanno

Lavoro senza sosta per i professionisti dell'Emergenza-Urgenza della Asl. Tra gli interventi eseguiti anche quello al rave party di Poti



AREZZO — Un capodanno decisamente diverso. Sì, perché nonostante la serata prettamente di festa, c'era chi nella notte a cavallo tra il 31 dicembre e 1 gennaio ha lavorato per il bene dell'intera comunità. Stiamo parlando dei professionisti dell'Emergenza-Urgenza della Asl, o più comunemente chiamati "sanitari del 118".

Il direttore Massimo Mandò spiega che in tutta la Asl Tse sono stati circa 300 le chiamate ricevute nella notte di capodanno.
"Non abbiamo lasciato nessuno senza risposta. Ai nostri concittadini chiediamo responsabilità e senso civico.” 

Tra gli interventi eseguiti il 15% era in codice rosso, il 28% in giallo ed il 30 % di codice verde e circa il 27 % erano richieste di informazioni, a queste vanno aggiunte le decine di chiamate filtrate dalla centrale unica NUE del 112 di Firenze.
“E' stato un impegno enorme al quale i nostri medici ed infermieri hanno risposto con grande professionalità - dichiara Massimo Mandò direttore del Servizio Emergenza Urgenza della Asl - ma è chiaro che il sistema con questa grande mole di richiesta informazioni non pertinenti, rischia il collasso. Noi, come sempre, rispondiamo a tutti e cerchiamo soluzioni a tutte le richieste, ma è importante che i nostri concittadini siamo responsabili e non si rivolgano direttamente al 112 per informazioni. Alle volte può succedere che per rispondere a domande ritardiamo di attivare un intervento urgente sul territorio. Comprendiamo il disagio dei cittadini, e ribadiamo che nessuno viene lasciato solo, ma chiediamo a tutti collaborazione in questa fase così delicata.I servizi della ASL sono attivi al 100% per dare le risposte a chi ha bisogno. Rivolgersi, però, in massa all'emergenza sanitaria rischia di creare confusione e disagi a tutti. Ad Arezzo abbiamo anche avuto il grande impegno di affiancamento, richiestoci dalla Questura, per il rave party all'Alpe di Poti realizzato con il contributo del volontariato in particolare della Croce Rossa di Arezzo. Un intervento che, anche se fortunatamente non ha avuto conseguenze sanitarie gravi, ha coinvolto tre nostri team di soccorso per seguire vari pazienti, uno di questi per intossicazione alcolica è anche stato trasportato al pronto soccorso dell'ospedale San Donato”.


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