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Attualità giovedì 07 luglio 2016 ore 12:14

Arrivano i voucher anche nel Sociale

"Una rivoluzione". Così l'hanno ribattezzata Ghinelli e Tanti: "Investimento sociale per i residenti da almeno 5 anni”



AREZZO — "Nelle politiche sociali riteniamo di premiare innanzitutto gli aretini. Il concetto di residenzialità, declinato nei 5 anni che abbiamo individuato, ci pare un parametro di ragionevolezza e anche di equità: parliamo infatti di un limite di modesta entità in un mondo come l'attuale caratterizzato da una diffusa mobilità delle persone tra una città e l'altra. Fra sei mesi tireremo il bilancio di questa impostazione: contiamo di avere un riscontro positivo”.

E' il commento del sindaco Ghinelli, durante la conferenza stampa tenuta questa mattina insieme al'assessore Lucia Tanti riguardo a quella che hanno definito una "rivoluzione delle politiche sociali".

"Trova attuazione – ha specificato l’assessore Lucia Tanti – il regolamento delle politiche sociali approvato nel dicembre scorso dal Consiglio Comunale. E confermo il giudizio che diedi all’epoca della delibera: per le politiche sociali del Comune di Arezzo si tratta di una ‘rivoluzione’. Fermo restando il principio umanitario e la dignità della persona che va oltre ogni valutazione, ovvero prestare aiuto immediato a chiunque si trovi in situazioni di emergenza estrema senza guardare la carta d'identità, cambia completamente l’intelaiatura concettuale, che passa da un universalismo assistenzialistico al principio della ragionevolezza. 

Elemento cardine sarà la residenza nella città di Arezzo da almeno cinque anni, che permetterà di accedere agli investimenti strutturali di sostegno sociale. A parità di bisogno - continua Tanti -  fa la differenza il tempo di residenza. Questo elemento di accesso risponde a un principio di ragionevolezza e riequilibrio sociale perché ci preme dare più attenzione a chi è nato qui o ha instaurato un rapporto vero con questa comunità. Del resto stiamo parlando di risorse comunali che abbiamo il diritto di investire nella maniera che riteniamo più opportuna. D'altronde, cambiano i tempi, cambiano i bisogni, cambiano le persone che hanno bisogno”.

“Questo risultato è uno dei più importanti che l'amministrazione ha conseguito nel primo anno di mandato nell’ambito del sociale - ha commentato il sindaco -  Viene da un impegno preso in campagna elettorale sul quale mi sono messo a lavorare anche prima della nomina della Giunta".

La voce di bilancio di riferimento è: Contributi a persone in stato di disagio economico. “È da tale voce – prosegue Lucia Tanti – che ricaviamo i contributi da destinare ai residenti da almeno 5 anni. Questi potranno usufruire sia di un sistema di voucher, novità assoluta per il Comune di Arezzo, sia di contributi per le spese non coperte da voucher. Gli acquisti vengono generalmente voucherizzati: il soggetto riceverà, previa valutazione dell’assistente sociale, un pacchetto di 25 buoni che potranno essere spesi per libri, abiti, prodotti farmaceutici, alimenti primari e pulizia della casa. Si tratta di buoni nominali, spendibili in esercizi convenzionati e non possono essere scambiati con denaro. L’assistente sociale potrà erogarne, a seconda del bisogno, anche più pacchetti oppure predisporre un piano temporale di erogazione. Il fatto che non possano essere scambiati con denaro comporta un controllo maggiore della spesa dei soggetti beneficiari, i quali a loro volta, con il pacchetto di voucher, non saranno costretti a recarsi ogni volta presso i servizi sociali comunali, una situazione oggettivamente mortificante che creava un rapporto sbagliato tra chi dava e chi riceveva.

Inoltre, come sopra accennato, possono essere riscontrate spese che non sono coperte dai voucher stessi - continua l'assessore - La voce suddetta di bilancio, Contributi a persone in stato di disagio economico, si ‘spacchetta’ dunque in un’ulteriore direzione con contributi il cui effettivo bisogno sarà valutato sempre dall’assistente sociale. E non dimentichiamo che è già partita da un anno un’analisi a tappeto sui beneficiari ‘storici’ di contributi sociali. Contiamo di arrivare presto a una banca dati che ci dica concretamente quanto il singolo soggetto ha avuto negli anni, se oggi la sua situazione è rimasta immutata o se il contributo può essere rivisto. Insomma, il nostro intento è razionalizzare il sistema ed evitare che anche in un ambito delicato, da cui dipende la dignità e la vita delle persone in difficoltà, si annidino i furbetti a scapito di troppe persone dignitose e spesso silenziose”.


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