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Attualità lunedì 04 maggio 2020 ore 17:10

Confcommercio, a rischio 5mila posti di lavoro

Bar, ristoranti, negozi, mobilitazione per protestare contro lo stop prolungato del settore terziario. Gli esercenti aretini non ci stanno più



AREZZO — Circa 10mila le attività aretine che hanno visti azzerati, o quasi, i loro fatturati a causa del lockdown. Facendosi portavoce della preoccupazione degli esercenti, Confcommercio Toscana ha organizzato oggi (lunedì 4 maggio) una mobilitazione che ha visto coinvolti capillarmente molti negozi, bar e ristoranti. Un messaggio di protesta del settore terziario che ha cercato di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla necessità stringente di ripartire, così come è stato concesso ad altri comparti economici. Secondo l’indagine commissionata da Confcommercio all’istituto Format Research, per il 2020 sono a rischio 5 mila posti di lavoro e la sopravvivenza di duemila imprese del commercio, della ristorazione, della ricezione turistica, dei servizi alle imprese, dei servizi alla persona, della logistica.

“La crisi economica nata dall’emergenza sanitaria è ben più dura di quelle che abbiamo vissuto nel 2008 e nel 2011, commenta la presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini, per questo oggi abbiamo dato voce a quella parte del terziario che è stata esclusa dalla ripartenza." 

"Oggi ci siamo mobilitati perché non c’è motivo di tenere altre due settimane ferme alcune attività, mentre altre già sono ripartite. Sottolinea il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni. Crediamo sia più pericoloso mettere insieme decine di centinaia di operai nelle fabbriche che non autorizzare ad entrare nei nostri negozi, un cliente alla volta, rispettando tutte le misure di prevenzione." 

“Chiediamo che i nostri locali siano riaperti il 18 maggio anziché il 1° giugno”, dice il presidente dell’Associazione Ristoratori Aretini Federico Vestri, “la situazione ormai sta diventando insostenibile." 

Alla mobilitazione hanno partecipato anche le rappresentanze degli ambulanti. “Siamo gli invisibili del commercio”, denuncia il presidente regionale di Fiva (Federazione Italiana Venditori Ambulanti)-Confcommercio Rodolfo Raffaelli, “un negozio chiuso si nota, ma dei nostri banchi non resta traccia. Abbiamo bisogno di sostegni concreti come spazi pubblici gratuiti e liquidità a fondo perduto ma, soprattutto, vogliamo tornare a fare i mercati all’aperto, che hanno tutti i requisiti per poter diventare luoghi sicuri per la spesa”.



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