Questo sito contribuisce alla audience di 
QUI quotidiano online.  
Percorso semplificato Aggiornato alle 14:24 METEO:AREZZO13°17°  QuiNews.net
Qui News arezzo, Cronaca, Sport, Notizie Locali arezzo
venerdì 22 ottobre 2021
Tutti i titoli:
corriere tv
Alec Baldwin spara sul set del film Rust, muore la direttrice della fotografia: il video dall'alto del luogo della tragedia

Attualità domenica 19 settembre 2021 ore 12:00

Arezzo e le sue bellezze: la strada dei Setteponti

La storica dell'arte Ilaria Pugi illustra uno dei percorsi più antichi del territorio che fa tappa nello straordinario Ponte Buriano



AREZZO — Uno dei percorsi più antichi della Toscana è conosciuto come la strada dei Setteponti, tracciata dagli Etruschi e ridisegnata dai Romani, che collegava, e collega tutt’oggi, la città di Arezzo alla città di Firenze passando per il Valdarno Superiore.

Il nome di questa strada deriva dai numerosi ponti che, passando sopra i torrenti, caratterizzavano il percorso dal Pratomagno fino al fondo valle. I ponti in realtà erano molti più di sette, ma nel Medioevo questo numero, oltre a esprimere un qualcosa di illimitato, aveva un forte significato religioso e simbolico.

Uno dei ponti che ancora oggi conserva la sua naturale bellezza è Ponte Buriano, unico punto di passaggio per chi vuole arrivare in Valdarno percorrendo l’antica via e godere del panorama paesaggistico circostante.

L’aspetto attuale del ponte romanico risale alla metà del 1200, ma si hanno testimonianze della presenza, in epoca precedente, di un ponte di legno che attraversava l’Arno in questa zona, conosciuta allora come Villa di Buriano, da cui il ponte ha preso il nome.

Oggi lo possiamo ammirare in tutta la sua bellezza, con le sette arcate in pietra arenaria e i possenti sproni che arrivano fin quasi al piano di calpestio. Nel corso dei secoli più di una volta sono stati compiuti interventi di rinforzo e restauro, in particolar modo dei piloni, messi a dura prova dalle piene dell’Arno.

Ma la fama di cui oggi gode il ponte è dovuta a Leonardo da Vinci e ai suoi studi, effettuati tra il 1502 e 1503 su questo tratto dell’Arno, per bonificare la Val di Chiana, tanto che, colpito dal paesaggio delle Balze, le disegnò in molti suoi dipinti. Ad avvalorare questa tesi ci sono le intuizioni del professor Carlo Starnazzi (1949-2007) che riconobbe nello sfondo del celebre dipinto della “Gioconda” questo ponte romanico.

La bellezza di questo luogo non è però dovuta solo al ponte ma anche alla meravigliosa Riserva Naturale in cui esso è immerso, un’area di circa sette chilometri lungo il letto dell’Arno che arriva fino alla diga della Penna, dove ampi spazi verdi e boschi fanno da cornice a piacevoli passeggiate. 

di Ilaria Pugi

Tag
Iscriviti alla newsletter QUInews ToscanaMedia ed ogni sera riceverai gratis le notizie principali del giorno
L'articolo di ieri più letto
E' quello prodotto dall'azienda Santa Vittoria di Foiano seguendo una tradizione secolare. La proclamazione da Vinitaly
Offerte lavoro Toscana Programmazione Cinema Farmacie di turno

Qui Blog di Federica Giusti

QUI Condoglianze



Ultimi articoli Vedi tutti

Attualità

Attualità

CORONAVIRUS

Attualità