Questo sito contribuisce alla audience di 
QUI quotidiano online.  
Percorso semplificato Aggiornato alle 12:00 METEO:AREZZO19°35°  QuiNews.net
Qui News arezzo, Cronaca, Sport, Notizie Locali arezzo
giovedì 25 luglio 2024
Tutti i titoli:
corriere tv
La cucina, gli hangar, la sala designer: il “tetris” della base di Luna Rossa
La cucina, gli hangar, la sala designer: il “tetris” della base di Luna Rossa

Attualità domenica 18 luglio 2021 ore 10:50

Arezzo e le sue bellezze: la Maria Maddalena

L'opera di Piero della Francesca è custodita nella Cattedrale. Realizzata a grandezza naturale si trova accanto all'ingresso della sagrestia



AREZZO — La Maria Maddalena, a lungo considerata una delle opere minori di Piero della Francesca, seminascosta fra le tante meraviglie custodite nella nostra Cattedrale di San Donato, è oggi conosciuta come uno dei massimi capolavori dell’artista biturgense.

Strettamente legata al ciclo della Leggenda della Vera Croce, realizzato in due fasi dal 1452 al 1458 e dal 1459 al 1466, viene messa dagli studiosi in relazione alla fase finale della decorazione della Cappella Bacci che si trova nella vicina Basilica di San Francesco.

L’affresco del Duomo, raffigurante questa emblematica figura, viene citato nel 1550 da Giorgio Vasari nelle Vite: “[…] Fece nel Vescovado di detta città una Santa Maria Maddalena a fresco, allato a la porta della sagrestia […]”, e la sua dichiarazione ci fa pensare che quest’opera fosse un unicum, cioè non appartenente ad un ciclo pittorico più ampio.

Realizzata accanto all’ingresso della sagrestia, nella navata sinistra, si è ancora più “mimetizzata” nell’architettura della Cattedrale a partire dal 1783, nascosta dal cenotafio del Vescovo Tarlati, realizzato da due artisti senesi nel 1330 e addossato accanto a lei proprio in quella data

La figura della Maddalena, rappresentata come da tradizione iconografica con i capelli lunghi cadenti sulle spalle, è realizzata a grandezza naturale, racchiusa all’interno di un’arcata classicheggiante decorata da motivi vegetali che richiamano le rappresentazioni di ambito romano dell’epoca. All’interno della nicchia che le fa da cornice, lo sfondo del cielo azzurro è quasi totalmente perso, così come l’aureola dorata sopra la testa della Santa. Essa indossa un abito verde e un mantello rosso foderato di bianco, di cui colpisce soprattutto il panneggio, realizzato in maniera estremamente plastica, che conferisce alla figura un volume magistrale. I colori utilizzati da Piero sono quelli complementari, la luce chiara e nitida conferisce loro un tono delicato e armonico, sua caratteristica derivante dalla lezione di Domenico Veneziano. I colori non sono stati scelti casualmente, ma simboleggiano le tre virtù teologali: il verde richiama la speranza, il bianco la fede e il rosso la carità.

La Santa tiene nella mano sinistra un vaso di vetro contenente da tradizione gli oli aromatici con i quali avrebbe cosparso il corpo di Cristo nel sepolcro. Questo attributo iconografico, che le viene accostato dalla tradizione, è reso dal pittore in maniera tridimensionale molto naturale grazie all’uso della luce, tanto da riuscire a far percepire la brillantezza del vetro facendolo assomigliare ad una fonte luminosa.

Maria Maddalena ha lo sguardo abbassato rivolto verso lo spettatore, profondo ed espressivo e qui non viene rappresentata penitente ma trionfante. La sua bellezza elegante, quasi trascendente, la fa diventare un vero manifesto della “dignità della donna”.

di Ilaria Pugi


Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti alla Newsletter QUInews - ToscanaMedia. Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI

Tag
Iscriviti alla newsletter QUInews ToscanaMedia ed ogni sera riceverai gratis le notizie principali del giorno