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Attualità domenica 01 agosto 2021 ore 11:00

Arezzo e le sue bellezze: Piazza Grande

La storica dell'arte Ilaria Pugi ci parla del cuore pulsante della città. Unico per bellezza e location d'eccezione per i maggiori eventi



AREZZO — Cuore pulsante della nostra città, Piazza Grande, detta anticamente Piazza del Comune, dal grande Palazzo Comunale che sorgeva sul punto più alto di essa, è non solo una delle più belle piazze d’Italia, ma anche una delle più caratteristiche. Il suo piano è inclinato, la sua forma trapezoidale e i monumenti che vi si affacciano costituiscono una sintesi completa della storia dell’architettura toscana dal 1200 al 1700.

Dal centro della piazza, grazie ad uno sguardo d’insieme, si può scorgere il susseguirsi dei secoli: sul lato ovest l’abside della Pieve in stile romanico è affiancata dal barocco palazzo del Tribunale, mentre a destra di esso spicca la facciata del Palazzo della Fraternita dei Laici, nella quale si fondono tre epoche artistiche che vanno dal gotico al tardo-rinascimento. Sul lato nord possiamo ammirare l’imponente Palazzo delle Logge del Vasari, capolavoro architettonico di tardo Cinquecento del grande artista aretino, il cui progetto gli fu commissionato per nascondere il vuoto lasciato dall’abbattimento dei palazzi simbolo del Comune medioevale. Le Logge sono considerate un’opera innovativa ed equilibrata, dalle linee semplici e dal porticato ampio e luminoso. Nel progetto furono previsti abitazioni e spazi pubblici fra cui un teatro, a cui si accedeva dall’attuale area del Praticino e che, per circa tre secoli, fu il teatro principale della città fino alla costruzione del Teatro Petrarca, negli anni Trenta dell’Ottocento. Di fronte alle Logge è collocata una copia del “petrone”, una colonna alla quale venivano appesi i bandi pubblici e vicino alla quale venivano legati i condannati alla gogna.

Sui lati est e sud si succedono, infine, caratteristiche abitazioni medioevali adornate di balconi in legno e torri, tra i quali spiccano ad est il Palazzo Lappoli e a sud il Palazzo Cofani-Brizzolari, realizzato in pietre conce e appartenuto ad una famiglia di ricchi commercianti.

Il pozzo che si trova di fronte a via Borgunto, ornato di tetto a spioventi, è un rifacimento degli anni Trenta dell’Ottocento di un esemplare quattrocentesco.

Sul punto più basso della piazza troviamo invece la fontana pubblica, progettata nei primi del Seicento dall’architetto Gherardo Menchini, dove arrivava, tramite l’Acquedotto Vasariano, l’acqua proveniente dall’Alpe di Poti. La fonte fu fortemente voluta dai Rettori della Fraternita quale simbolo di misericordia corporale per portare acqua agli assetati.

Con il suo mattonato rosso segnato da figure geometriche bianche e incorniciato da edifici di epoche diverse, Piazza Grande è il teatro degli eventi più sentiti dalla città, quali la Giostra del Saracino, le cui radici risalgono al Medioevo, e la Fiera Antiquaria, la più antica e la più grande d’Italia, che dal 1968 trasforma Arezzo nella capitale dell’antiquariato.

Ilaria Pugi 


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