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Attualità lunedì 25 luglio 2022 ore 20:30

Afa e siccità, allevamenti aretini a secco d'acqua

Dalla Cia la richiesta agli amministratori locali di consentire l'acquedotto comunale per riempire le cisterne che riforniscono gli abbeveratoi



AREZZO E PROVINCIA — Stretti nella morsa della canicola, gli allevamenti sono in grave difficoltà in tutta la provincia, anche nelle aree, come il Casentino e la Valtiberina, dove la risorsa raramente è stata così scarsa e difficile da reperire.

“I ventilatori e i nebulizzatori adottati per attenuare lo stress creato dalle alte temperature e portare un po’ di refrigerio nelle stalle e nei pollai non bastano. Serve l’acqua. Gli animali bevono molto di più: quasi il doppio rispetto ai periodi caratterizzati da condizioni climatiche meno severe. Nelle imprese agricole le riserve di risorsa - spesso scarsissime – non sono sufficienti per fornire i quantitativi di acqua necessari. Per evitare conseguenze pesanti, occorre un intervento rapido. Per questo abbiamo chiesto agli amministratori locali di consentire, con specifiche ordinanze, la possibilità di utilizzare l’acquedotto comunale per il riempimento di cisterne finalizzate al rifornimento degli abbeveratoi. Si tratta di un provvedimento straordinario e transitorio, in attesa delle concessioni di attingimento che hanno un iter più lungo e devono essere rilasciate dalla Regione Toscana”, spiega Massimiliano Dindalini, direttore dell’organizzazione agricola.  E aggiunge: “L’obiettivo è riuscire a garantire il benessere animale, anche in questa estate anomala, segnata da temperature abbondantemente sopra la media che non accennano ad attenuarsi”.

Il caldo prolungato e l’afa insomma rischiano di assetare stalle e allevamenti dove gli animali presentano già evidenti segni di difficoltà: riposano poco e mangiano meno. “Il loro accrescimento – aggiunge Dindalini - risulta sensibilmente ridotto, come ridotta è la produzione di latte e uova, con un danno gravissimo per le aziende già alle prese con il caro energia e i prezzi delle materie prime e dei concimi ”.

“Cia Arezzo – termina la presidente Serena Stefani - si sta muovendo su due fronti. Nell’immediato, per ottenere l’attivazione di un fondo a sostegno delle aziende in crisi per la siccità. E nel medio lungo periodo per individuare soluzioni concrete capaci di contrastare gli effetti di una crisi climatica sempre più evidente e tangibile: il completamento e del potenziamento dei distretti irrigui del Sistema Occidentale di Montedoglio e la creazione di una rete di infrastrutture utili per la raccolta e lo stoccaggio dell’acqua, sono strategici per consentire all’agricoltura di continuare a vivere e a svilupparsi. In questo senso, la nostra confederazione si sta muovendo con decisione anche a livello regionale e a livello nazionale”.


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