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Attualità domenica 29 marzo 2020 ore 09:05

Economia, sindacati e Prefetto a confronto

Comparto orafo in ginocchio. Calzaturiero e ristorazione pronti alla ripartenza. In molti tentano di riconvertire l'attività



AREZZO — I sindacati hanno aperto un tavolo di discussione con la prefettura per stabilire il diritto di aziende e lavoratori a proseguire la propria attività. Tante eccezioni da chiarire e sistematizzare per raggiungere soluzioni concrete e percorribili. Si prospetta un lungo dibattito che richiederà un atteggiamento franco e collaborativo tre le parti per evitare scioperi, peraltro già annunciati.

“Il virus ha colpito con maggior veemenza il triangolo industriale che si colloca proprio tra le città di Bergamo, Brescia e Lodi dove è soprattutto il settore metalmeccanico a fare da traino – afferma Alessandro Tracchi, segretario provinciale Fiom CGIL – Anche ad Arezzo l’ambito più operoso è quello dei metalmeccanici. Tra questi ultimi sono principalmente gli orafi che risentono della situazione. Alcune aziende possono “riconvertire la propria produzione” ma non tutte hanno la possibilità per farlo e sono costrette a sospender l'attività. Quello che maggiormente preoccupa l'industria aretina è l'incognita del futuro. Le aziende orafe, già gravate da una situazione difficile che si protrae da anni, oggi si trovano si trovano a dover affrontare la crisi e nessuno può dare loro garanzie di sorta”

Alcune aziende cittadine hanno riconvertito la produzione in ambiti prioritari, mascherine e simili, mentre altre hanno semplicemente abbassato la saracinesca in attesa della fine dell'emergenza sanitaria (settore calzaturiero, ristorazione). Centinaia le aziende, da tutte le vallate aretine,  che scrivono ai sindacati perché ritengono di poter continuare l'attività pur in assenza di codice “valido”. Ogni richiesta deve essere valutata con le varie parti in causa per trovare una soluzione comune e accettabile. Questa è la sfida accolta dai sindacati. Il rischio è che non si trovino risposte accettabili nel breve termine il che condurrà inevitabilmente a dar luogo a scioperi per la tutela della salute pubblica.

“Contiamo in una collaborazione onesta da parte di tutti per riuscire a trovare soluzioni percorribili ma in tempi ragionevoli. Noi, da parte nostra, stiamo offrendo tutta l’assistenza e la professionalità necessarie.” – conclude Tracchi.


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