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Attualità giovedì 30 giugno 2016 ore 09:49

Edifici abbandonati, le proposte dei Popolari

Cantieri fermi, stabili nel pieno del degrado, immobili percicolanti: l'idea è di recuperarli e utilizzarli a fini sociali, come gli alloggi popolari



AREZZO — Edifici abbandonati, immobili pericolanti e cantieri bloccati degradano ormai da anni alcune zone della città di Arezzo. Molti di questi intaccano il decoro urbano e rappresentano un brutto biglietto da visita per la città, dunque i Popolari per Arezzo invitano l'amministrazione ad eseguire una mappatura dei vari "scheletri" architettonici presenti nel territorio comunale per valutare poi un piano di possibili interventi. 

Una palazzina abbandonata si trova in via Fabroni, nel cuore del quartiere di Saione: l'edificio è l'ex sede direzionale dell'Asl 8 che, dopo il trasferimento degli uffici in via Curtatone, giace inutilizzato e in una condizione di precarietà e pericolosità legata al transito dei pedoni e all'adiacente sosta delle auto. La proposta mossa dai Popolari per Arezzo è di verificare la stabilità dell'immobile con l'obiettivo di recuperarlo per ricavarne abitazioni popolari da assegnare a famiglie in difficoltà.

«Questa operazione - spiegano i Popolari per Arezzo - avrebbe un duplice impatto sociale: da un lato, infatti, si recupererebbe uno stabile abbandonato a pochi passi dal centro cittadino, mentre dall'altro si guadagnerebbero nuovi alloggi da dedicare ad edilizia popolare. L'invito, rimasto inascoltato dalla precedente amministrazione, è a contattare la proprietà dell'immobile per un progetto che gioverebbe all'intera città».

Un secondo intervento, richiesto ai Popolari per Arezzo dagli stessi cittadini, deve riguardare il recupero e la riqualificazione di alcuni cantieri dell'area industriale La Sella tra via Romana e via Pieven Landi. Questa zona ospita edifici in costruzione fermi ormai da diversi anni a causa del fallimento delle aziende edili, con "scheletri" lasciati all'incuria da quasi un decennio segnalati e delimitati soltanto da una recinzione in plastica. A pochi passi sono inoltre presenti scavi per fondazioni che, abbandonati da quasi un decennio, sono divenuti veri e propri stagni, con una situazione di degrado e di pericolo anche dal punto di vista sanitario.

«Le costruzioni abbandonate e gli scavi sono pericolosi e antiestetici - aggiungono i Popolari per Arezzo - inoltre sono collocati in una delle direttrici di accesso verso Arezzo e, di conseguenza, lanciano un brutto segnale a chi arriva in città. L'invito che rivolgiamo all'amministrazione è dunque di procedere in primis per un intervento di messa in sicurezza della zona e, in seconda battuta, per studiare una soluzione per garantire decoro e dignità a questa importante area cittadina».


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