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Attualità sabato 27 marzo 2021 ore 16:00

“Estremamente vulnerabili” , vaccini a domicilio

L'attività è iniziata giovedì scorso grazie all'impegno delle Usca. In tutta la Sud Est sono 265 le persone prese in carico



AREZZO — Nella Asl Toscana sud est è partita giovedì la vaccinazione per le persone tra gli “estremamente vulnerabili” che non possono lasciare il proprio domicilio. Le Usca hanno preso in carico le 265 persone in tutta l’Azienda indicate in questa categoria. Di queste, 158 hanno già ricevuto la prima dose nei primi tre giorni di attività. Entro la prossima settimana il programma sarà completato, consentendo così di estendere la somministrazione a persone che altrimenti non potrebbero avere accesso alle sedi individuate per la campagna vaccinale. In totale a oggi sono 4158 gli estremamente vulnerabili vaccinati in tutta l’Asl Toscana sud est.

“La vaccinazione delle persone più fragili è per noi prioritaria – spiega Simone Bezzini, assessore regionale alla Sanità – e la campagna deve procedere con due criteri fondamentali: età e patologie. Siamo stati tra le prime regioni in Italia a iniziare la vaccinazione degli estremamente vulnerabili, sono già state vaccinate oltre 13mila persone chiamate dalle aziende sanitarie e altre 15mila sono interessate in questi giorni. Per chi ha dichiarato di essere impossibilitato a muoversi, è stata prevista la vaccinazione a domicilio e ringrazio le Asl e tutti gli operatori coinvolti per aver dato seguito rapidamente a questa indicazione, con l’obiettivo di completare entro Pasqua”.

“Un’iniziativa particolarmente significativa – spiega Antonio D’Urso, dg dell’Asl Toscana sud est – perché ci consente di estendere la vaccinazione a una parte della popolazione considerata vulnerabile per patologie pregresse e per di più impossibilitata a muoversi dal proprio domicilio. L’impegno dell’Asl  continua su più fronti per garantire la massima diffusione della vaccinazione, seguendo le indicazioni che arrivano dalla struttura commissariale, dalla Regione e in base alle forniture che riceviamo”.


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