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Attualità domenica 01 gennaio 2017 ore 15:00

"Giustizia per i risparmiatori di Banca Etruria"

I Popolari per Arezzo si uniscono agli appelli lanciati da più parti perché non ci sia un trattamento diverso tra loro e quelli del Monte dei Paschi



AREZZO — I risparmiatori di Banca Etruria vedano riconosciute le stesse tutele applicate a quelli del Monte dei Paschi.

I Popolari per Arezzo si uniscono alla richiesta di giustizia lanciata dal vescovo di Arezzo e, collocandosi in scia alla sua omelia del Natale, invitano ad attivare politiche governative volte a salvare i risparmi anche degli obbligazionisti subordinati aretini. Il salvataggio del Monte dei Paschi attraverso l'intervento statale rappresenta un passaggio doveroso e necessario che, in seguito alla fallita ricapitalizzazione dell'istituto senese, permette di proteggere i capitali di tanti piccoli risparmiatori e il futuro di una banca tanto importante per l'economia toscana e italiana, ma questo trattamento cozza con quanto fatto in precedenza per gli altri istituti in difficoltà.

I Popolari per Arezzo ribadiscono infatti il diverso trattamento riservato alle due città e chiedono un'urgente e tempestiva soluzione anche per le situazioni legate a Banca Etruria. Dopo oltre un anno, restano ancora da chiarire le fasi che hanno portato al fallimento, così come non è stata fatta luce sulle motivazioni politiche della vicenda e sull'operato della Banca d'Italia che prima ha omesso nel proprio ruolo di controllo e poi è intervenuta con misure drastiche. 

A differenza del Monte dei Paschi, la situazione di Banca Etruria ha trovato l'epilogo in modo improvviso, senza vie alternative, senza ricapitalizzazioni e, ancor più grave, senza il coinvolgimento dell'assemblea dei soci. Oltre a questo, i Popolari per Arezzo ricordano altri punti della vicenda che necessitano di chiarezza come, ad esempio, i motivi dell'eccessiva svalutazione delle sofferenze che ha eliminato una possibilità di recupero dei risparmi azzerati. Tale svalutazione arrivata all'83% appare esagerata, ingiustificata e fuori dalle logiche dal mercato, dal momento che una corretta rideterminazione del credito in sofferenza avrebbe permesso di trovare le risorse per restituire quanto meno gli investimenti delle obbligazioni subordinate. 

«Il vescovo ha usato parole forti ma giuste - commentano i Popolari per Arezzo - dal momento che il governo deve rivolgere le proprie attenzioni verso i risparmiatori di tutti gli istituti perché godano delle medesime tutele. Ci auguriamo che queste vicende negative possano condurre verso una gestione maggiormente trasparente e virtuosa del sistema finanziario, prevenendo tempestivamente eventuali situazioni di default e stabilendo un costruttivo rapporto tra istituti di credito, politica e risparmiatori».


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