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Attualità giovedì 24 giugno 2021 ore 18:20

Hospice tempo scaduto, il Comune perde la pazienza

Palazzina Calcit del San Donato, per anni sede dell'Hospice

Vertice tra Amministrazione locale e Asl. Presenti anche i consiglieri regionali ed i sindacati. Tanti:"Troppo lunga l'attesa per la nuova struttura"



AREZZO — Nebbia fitta per quanto riguarda l'Hospice. Oggi si è tenuto il tanto atteso vertice tra Comune, direzione Asl, consiglieri regionali e comunali, rappresentati sindacali. Ebbene, i tempi paventati per il nuovo Hospice appaiono molto lunghi. 

La Asl, infatti ha paventato due soluzioni ed entrambe prevedono almeno 32 mesi per li lavori di realizzazione della struttura. Insomma, quasi tre anni di tempo per realizzare ciò che c'era e che adesso è utilizzato per altre necessità sanitarie. Intanto, dopo aver cambiato sede almeno tre volte, i malati terminali sono momentaneamente ricoverati preso la struttura di Agazzi che, a conti fatti, rischia di essere una soluzione poco ponte e tanto definitiva. 

“La città da troppo tempo è stata privata della struttura dell'Hospice. La riunione che si è svolta oggi alla presenza di consiglieri regionali e comunali, rappresentanti delle organizzazioni sindacali e dirigenti dell’azienda Asl non ci ha fornito le risposte che attendevamo e che ci erano state prospettate" - tuona il vicesindaco Tanti.

Come detto ciò che non è accettabile per l'Amministrazione cittadina sono i tempi di realizzazione della nuova struttura.
"La Asl ci ha presentato due soluzioni, entrambe nei pressi dell’ospedale, per il nuovo Hospice confermando la presenza di risorse certe su cui contare in fase progettuale e di realizzazione. Ma la dilatazione dei mesi, che a questo punto diventano anni, non soddisfa e fa parlare del classico bicchiere mezzo vuoto. O vuoto per tre quarti. Per avere il nuovo Hospice ci è stato detto che serviranno sostanzialmente 32 mesi, al di là del fatto che la scelta cada sulla soluzione uno o sulla soluzione due. Mesi che aggiunti ai 15 che ci separano dal primo spostamento, portano a quasi 4 anni di vacanza. Si tratta di tempi che non sono compatibili con le esigenze della città, le richieste della politica, la sofferenza delle famiglie e dei malati e la modernità. In tutto questo, la cosiddetta soluzione intermedia di Agazzi, che a questo punto tanto intermedia non sarebbe, latita ancora, senza che ci sia stata confermata la sua concretizzazione. È importante rimarcare che non parliamo di una cosa nuova e inattesa ma di un servizio che c’era, che Arezzo poteva vantare e di cui chiediamo con forza il ripristino" - insiste Lucia Tanti.

Quindi il vicesindaco si rivolge a tutto il mondo della politica affinché venga costituito un fronte comune e unitario con l'unico scopo di ottenere, in tempi adeguati, un nuovo Hospice. Una struttura degna e adeguata ad ospitare chi si trova a percorrere l'ultimo tratto della vita.
"Ci sono le risorse, c’è la localizzazione al Pionta ma così non va. Sarebbe facile buttarla in polemica come alcuni fanno ma chi governa sa che la pazienza porta più lontano della propaganda. Ora la pazienza sta finendo e sono certa che tutti insieme sapremo essere chiari su questo punto, senza distinzioni di parte” - conclude il vicesindaco Lucia Tanti.

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