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Attualità mercoledì 07 giugno 2017 ore 08:23

​"Il calo della pressione fiscale non si arresta"

Ad Arezzo, il 55,9% del reddito d'impresa è assorbito dalla tassazione. Il commento della Presidente Binazzi e del Sindaco Ghinelli



AREZZO — “Anche per il 2017 il calo della pressione fiscale non si arresta – commenta Franca Binazzi Presidente CNA Arezzo - Il mostro a tre teste (fisco nazionale, regionale e comunale) continua a divorare risorse e lavoro: Arezzo scende di un gradino nella classifica nazionale della tassazione aziendale: dall’8° al 9° posto su 135 città italiane e il barometro continua a segnare brutto tempo”.

Il rapporto dell’Osservatorio CNA esamina la dinamica e le differenze del total tax rate sulle piccole e medie imprese in 135 città italiane, a partire dai capoluoghi di provincia e di regione, a cui si aggiungono quest’anno 5 capitali europee: Parigi, Londra, Madrid, Varsavia e Berlino. La tassazione complessiva sulle aziende italiane si conferma ancora una volta fra le più alte in Europa.

La stima 2017 dell'incidenza ad Arezzo della tassazione sul reddito d'impresa registra un aumento, seppur minimo rispetto al 2016: dal 55,7% al 55,9% (considerando la somma versata in Irpef e relative addizionali regionali e comunali, Irap, Imu/Tasi, tassazione rifiuti e i contributi previdenziali). L'Osservatorio Nazionale ha applicato i dati ad una piccola azienda standard: una ditta individuale manifatturiera, con un laboratorio di 350 mq, un negozio di 175 mq, 5 dipendenti, un fatturato di 431mila euro/anno e un reddito d’impresa di 50mila euro/anno. Di imprese di questo tipo Arezzo è piena.

“Se traduciamo gli indicatori riferiti ad Arezzo in numeri, i risultati sono sconfortanti – osserva la Presidente Binazzi – Anche nel 2017 l'impresa aretina dovrà lavorare fino al 22 luglio per pagare le tasse. E dopo? Quanto reddito resta all'imprenditore? Il 44,1% ovvero i i 50mila euro nel 2017 sono destinati a scendere a 22.046 euro, una fetta ancora più risicata rispetto allo scorso anno (22.174 euro) Una soglia ampiamente al di sotto di quel tetto di 24 mila euro che permette ai suoi dipendenti di ottenere il bonus Irpef di 80 euro al mese”.

Al dato aretino del total tax rate 2017 (l'insieme delle tasse pagate ovvero il 55,9% del reddito d'impresa) concorrono la tassazione locale (Regione e Comune) che nel 2017 mostra segni di riduzione compensati dall'incremento della componente previdenziale.

Un dato positivo? “Arezzo occupa il miglior posto in classifica sui 14 comuni toscani oggetto d’indagine – evidenzia Franca Binazzi - Firenze non è solo l’ultima in Toscana ma tra le peggiori in Italia visto che staziona al 132° con una pressione fiscale del 69,3% ed il tax free day fissato niente meno che al 9 settembre. Un’occhiata alla Toscana del Sud? Siena è 72esima e Grosseto 117esima: salta all’occhio l’incidenza dell’imposizione immobiliare locale: rispetto ad Arezzo, l’Imu/Tasi di Siena raddoppia mentre quella di Grosseto risulta addirittura più che triplicata. Anche per le tariffe sullo smaltimento dei rifiuti emergono differenze rilevanti: dai 1.107 euro di Arezzo ai 1.285 euro di Grosseto per finire ai 1.844 euro di Siena. Risulta chiaro che siamo ancora lontani dal compimento di un processo di armonizzazione”.

Nel complesso, la tassazione comunale è sostanzialmente stabile: a livello aretino il balzo della tassazione locale si è registrato nel 2012 con l'introduzione dell'IMU (+119%) e nel 2013 con la tariffa per la raccolta rifiuti cresciuta del 27%.

“Apprendiamo con soddisfazione che questa indagine fatta su 135 Comuni campione porta Arezzo a massimi livelli di eccellenza in Toscana, e questo grazie all’impegno e al lavoro dell’Amministrazione”, ha commentato il Sindaco Alessandro Ghinelli. “In particolare, la gestione diretta della TARI a partire dal gennaio 2016, insieme al lavoro in sede di Autorità di ambito ove sono stati concertati interventi di razionalizzazione delle modalità gestionali dei servizi di igiene ambientale, ha generato un effetto positivo sotto il profilo del contenimento del costo complessivo. Nel biennio si è determinata una contrazione del costo, e quindi della tariffa TARI, del -4,6%, registrata proprio in una fase in cui a livello nazionale si assiste viceversa ad un incremento medio delle tariffe”. Da parte del Sindaco Ghinelli, l’assicurazione che l’Amministrazione proseguirà sulla strada del contenimento della pressione tributaria, anche attraverso l’attivazione di un percorso di contrasto all’evasione della tassa i cui risultati, in termini di cassa, potranno agire nel senso della riduzione dei costi inseriti nel PEF già per l’anno 2018. Per espressa disposizione normativa infatti, i maggiori introiti derivanti dal recupero dell’evasione devono essere portati in riduzione dal piano finanziario dell’anno successivo, così da generare una riduzione delle tariffe per i contribuenti.

La differenza fra la città più virtuosa dal punto di vista fiscale, Trento prima in classifica con un total tax rate di 54,1%, e Reggio Calabria l'ultima della lista con 73,4% è quasi di 20 punti. Un abisso. Stesso abisso con la classifica del Tax Free Day, cioè il giorno dell'anno in cui l'imprenditore smette di lavorare per il fisco e comincia a lavorare per le necessità sue e della sua famiglia. Nella città prima in classifica il Tax Free Day ricorre il 16 luglio, nell'ultima della lista il 24 settembre, quasi due mesi dopo.

“Sembra un altro pianeta eppure stiamo parlando di Italia – chiude la Presidente CNA - Un quadro complessivo che continua ad essere insostenibile. È necessario ridurre la tassazione su artigianato e PMI e semplificare, sia a livello centrale sia a livello locale, gli adempimenti che determinano costi indiretti sulle imprese e ne diminuiscono la produttività. Per citare un esempio, basti pensare che, rispetto al 2016, sono quadruplicate alcune comunicazioni fiscali che fino ad un anno fa erano annuali. Significa che ancora non ci siamo”.


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