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Attualità martedì 16 gennaio 2024 ore 12:41

Il Centro Autismo diventa realtà

Sottoscritto oggi il Protocollo di intesa fra Asl Toscana Sud Est e Comune di Arezzo



AREZZO — Il centro autismo “Colle del Pionta” diventa realtà grazie al Protocollo operativo di intesa siglato oggi da Asl Toscana Sud Est e Comune di Arezzo. A sottoscriverlo, nella Sala Rosa del Centro Direzionale Asl Tse di via Curtatone, il Direttore Generale Antonio D’Urso e il vicesindaco di Arezzo Lucia Tanti. Con il protocollo si definiscono e si disciplinano i rapporti, tra l'Azienda Usl Toscana Sud Est ed il Comune di Arezzo, per la gestione complessiva e integrata dei servizi presso il Centro Autismo di Arezzo, ognuno sulla base delle proprie competenze. Compito della Asl Toscana Sud Est sarà quello di garantire l’assistenza delle persone con disturbo dello spettro autistico sulla base di quanto previsto dai L.E.A (livelli essenziali di assistenza) mentre l’Amministrazione Comunale di Arezzo avrà il compito di sensibilizzare la collettività riguardo al tema dell’autismo con attività e progetti di carattere socio educativo da realizzarsi anche attraverso la Fondazione Arezzo Comunità (ente di partecipazione del Comune), stimolando la partecipazione dei cittadini sia in forma singola che associata in collaborazione con i diversi attori della città, sperimentando e promuovendo nuove ricerche e azioni.
Obiettivi generali del protocollo sono, infatti, quelli di sensibilizzare e responsabilizzare la comunità sul disturbo dello spettro autistico in tutte le sue forme, diffondere le conoscenze scientifiche, favorire la presa in carico a partire dalle istituzioni scolastiche, associazioni sportive, associazioni ludico-ricreative e il mondo imprenditoriale per facilitare l’inclusione sociale e lavorativa. Il tutto con il fine di alleviare le famiglie promuovendo la qualità della vita ed il benessere emotivo, sperimentando forme innovative nell’ambito della rete dei servizi territoriali soprattutto per l’accompagnamento al lavoro.
«È con estremo piacere che oggi ho siglato questo protocollo che sancisce la collaborazione fra Asl Tse e il Comune di Arezzo – dichiara il Direttore Generale Asl Tse Antonio D’Urso-. Una collaborazione importante che diventa imprescindibile quando la finalità è quella di permettere l’inclusione sociale e lavorativa delle persone affette da disturbo dello spettro autistico. Una collaborazione nella quale Asl e Comune svolgono funzioni complementari nel pieno interesse delle persone affette da autismo e delle loro famiglie, troppo spesso sovraccaricate da stress e alle quali questo protocollo vuole cercare di dare una risposta concreta».
«La progettualità del centro autismo è un risultato che mette in evidenza una importante collaborazione istituzionale, ma soprattutto la possibilità di sviluppare ad Arezzo politiche sempre più innovative nell’ambito della inclusione e dei diritti delle persone con disabilità - commenta il vice sindaco Lucia Tanti - Il centro autismo sarà un crocevia di azioni plurali solo in parte di natura sanitaria, ma in particolare di natura sociale grazie all’impegno delle singole associazioni che attraverso la Fondazione Arezzo Comunità - di cui tutte sono socie - svilupperanno progetti legati al lavoro, alla promozione dei diritti individuali, alla formazione, con l’obiettivo anche di sedimentare una banca dati nazionale di esperienze particolarmente innovative».
Il protocollo, che avrà durata di tre anni rinnovabile, prevede che le attività vengano organizzate e gestite dalle due parti firmatarie sulla base di una apposita Convenzione. La parti, inoltre, si impegnano a costituire un coordinamento stabile delle rispettive attività svolte nel Centro Autismo al fine di garantirne una efficace integrazione. Il protocollo recepisce la risoluzione Onu del 12 dicembre 2012 che prevede interventi per favorire l’inserimento nella vita sociale e il miglioramento delle condizioni di vita di coloro che sono affetti da disturbo dello spettro autistico. Un disturbo che, secondo il rapporto OMS del 2013, interessa una persona su centosessanta nel mondo e le cui principali manifestazioni cliniche comportano un carico assistenziale, educativo ed emotivo per le famiglie.


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