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Attualità lunedì 05 ottobre 2020 ore 17:27

Il fair play di Ralli non frena la resa dei conti

Nel centrosinistra la sconfitta fa esplodere i maldipancia tra alleati. Donati sul banco degli imputati



AREZZO — La sconfitta brucia. E apre la resa dei conti in un centrosinistra stordito per i dieci punti che separano Luciano Ralli da Alessandro Ghinelli che a metà pomeriggio fa il suo ingresso trionfale a Palazzo Cavallo, con al seguito il popolo del centrodestra esultante.

Nella piazza "storica" della sinistra c'è poca voglia di parlare e facce ancora incredule per un risultato apparso così netto fin dalle prime sezioni scrutinate. La bandiera del Pd è ferma sul pennone, quasi a raccontare per immagini la mestizia del luogo e dei militanti. 

Al primo piano del quartier generale dem ci si domanda, a voce bassa, cosa non abbia funzionato, perchè un divario così eclatante che in valori assoluti si traduce in quasi cinquemila voti, abbia scavato un solco nell'inseguimento del centrodestra al ballottaggio. Cinque liste a sostegno di Ralli non sono bastate a mobilitare gli aretini come invece avrebbe dovuto essere, almeno nelle previsioni della vigilia. Poca voglia di parlare tra i maggiorenti dei partiti della coalizione e tra i big del Pd, a cominciare dai neoeletti consiglieri regionali Vincenzo Ceccarelli e Lucia De Robertis. 

Si prende atto e si cerca di contenere i danni. Luciano Ralli usa il fair play che l'occasione impone ma non basta; non è sufficiente a silenziare i maldipancia tra dem e alleati. Di chi è la colpa, è la domanda non detta ma che rimbalza di volto in volto. Facce tirate parlano più di mille racconti e da domani, le ragioni della sconfitta diventeranno resa dei conti. 

Nei commenti a caldo, il giorno della sconfitta, c'è già un "grande accusato" che qui, mentre Ghinelli festeggia e Ralli accusa il colpo, appare come il convitato di pietra. E' Marco Donati, leader civico di Scelgo Arezzo che ha corso in solitaria, dopo una rottura neanche troppo soft proprio con il Pd, a finire sul banco degli "imputati" politici. Si guarda proprio a Donati per provare a ragionare ipotizzando un travaso di voti dal suo bacino elettorale (peraltro trasversale) al "mulino" di Ghinelli, che alla fine, potrebbe aver fatto la differenza. Francesco Romizi, leader della lista Arezzo 2020, non risparmia il j'accuse: "Donati ha scelto di non scegliere". Quanto basta per dare il senso della controlettura della sconfitta elettorale. 

La resa dei conti è solo all'inizio.

Lucia Bigozzi
© Riproduzione riservata


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