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Attualità sabato 03 ottobre 2020 ore 12:00

Intesa-Ubi, "quale futuro per la città?"

L'intervento di Fabio Faltoni. Da chiarire come saranno gestiti gli uffici di via Calamandrei e Corso Italia, circa duecentocinquanta dipendenti



AREZZO — Siglato fra il 29 e il 30 settembre il primo accordo sindacale nel “nuovo” Gruppo bancario Intesa, dopo l’entrata di UBI Banca.

L' accordo dà il via all’integrazione. Sono disciplinati 5000 prepensionamenti volontari - per chi raggiungerà il diritto alla pensione entro fine 2026 - e contestuali 2500 assunzioni entro fine 2023. Riguarderà pure i lavoratori che poi passeranno a BPER – Banca Popolare dell’Emilia Romagna.

"Infatti - spiega Fabio Faltoni, segretario provinciale coordinatore della FABIricordiamo che entro i primi mesi del 2021 BPER comprerà 532 filiali dal Gruppo Intesa, delle quali 500 da UBI; mentre, ad aprile del prossimo anno, UBI si fonderà in Intesa. Ora, dobbiamo calarci nelle nostre realtà territoriali per vedere cosa potrebbe accadere e cosa c’è in ballo. Innanzitutto, come premessa, ricordiamo che l’operazione bancaria avrà un impatto (diretto o indiretto) su quasi la metà dei duemila dipendenti di banca della nostra provincia; infatti, si arriva ad un migliaio di dipendenti fra UBI (che sarebbe poi la ex BancaEtruria e che ne ha circa 650) e Intesa, mentre BPER ha oggi solo due filiali (ex Unipol Banca)".

Tra le vari questioni da affrontare, Faltoni ricorda: "Partiamo dall’accordo sindacale citato: se e quante, delle nuove 2.500 assunzioni previste, riguarderanno i nostri territori e le nostre strutture bancarie, che secondo noi ne hanno molto bisogno. Poi, quante e quali filiali UBI (ex Etruria) saranno cedute a BPER, visto che si parla di 18 sportelli toscani che cambierebbero proprietà e visto che potrebbero essere tutti o quasi nella provincia di Arezzo".

Faltoni chiede chiarezza sul futuro della società UBISS – Ubi Sistemi e Servizi, che solo ad Arezzo impiega più di 100 persone.

Oltre a ciò, un nodo importante da sciogliere è capire come Intesa vorrà gestire gli uffici UBI di via Calamandrei e di Corso Italia, circa duecentocinquanta dipendenti che abbracciano una grande varietà di specializzazioni e di competenze. "Sappiamo anche bene che Intesa ha un grande centro direzionale a Firenze Novoli. Oggi, per chi è inquadrato negli uffici, siamo ancora in regime emergenziale di Smart Working, di lavoro da casa, ma dopo? - chiede ancora Faltoni - Insomma, dopo l’accordo sugli esuberi di personale, c’è l’urgenza di mettere in fila tutto il resto; c’è da capire, per dirla in due parole, che tipo di attenzione avrà Intesa per Arezzo, se la stessa o minore di altre zone d'Italia".


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