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Attualità martedì 10 novembre 2020 ore 07:00

Isolamento e quarantena, sciogliamo i nodi

La differenza è se si è positivi o si è stati insieme ad un positivo in modalità particolari. Ecco quindi cosa si intende per contatto stretto



AREZZO — Isolamenti, quarantene, contatti stretti. Molti cittadini sono coinvolti in queste limitazioni e si chiedono come gestirle a causa del Covid. Ma come si articolano?

Come spiega la Asl Toscana Sud Est, l'isolamento si applica al caso positivo, ed è finalizzato alla separazione della persona infetta dalla comunità.

La quarantena, invece, scatta per il contatto stretto, ed è finalizzata a restringere i movimenti di una persona sana, ma già potenzialmente esposta al contagio

Quindi, esattamente come si individua il contatto stretto? Proviamo a fare chiarezza, con le indicazioni dell'azienda sanitaria, in uno spettro di opzioni veramente ampio.

Ecco quali sono.

Una persona che vive nella stessa casa di un caso positivo, oppure chi ci ha avuto un contatto fisico diretto (per esempio la stretta di mano), o ancora chi ha avuto un contatto diretto, non protetto, con le secrezioni di un contagiato (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati). 

Ma è diretto anche un contatto faccia a faccia con un positivo, a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti, come chi ci si è trovato in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d'attesa dell'ospedale) senza i dispositivi di protezione idonei.

Lo stesso vale per un operatore sanitario o altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso Covid, oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni del virus sempre senza protezioni o con dispositivi non adatti.

E ancora una persona che ha viaggiato seduta in treno, aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto entro due posti, in qualsiasi direzione, rispetto a un positivo.

Non solo: sono contatti stretti anche i compagni di viaggio e il personale addetto alla sezione dell’aereo/treno dove il caso indice era seduto. 

Si parla, infine, di contatto stretto “convivente”, quando non si riesce a isolare il caso positivo dai contatti familiari, ad esempio la mamma e il figlio minore, o sono domiciliati nella stessa abitazione. 


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