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Attualità lunedì 12 dicembre 2022 ore 15:30

Visite a lume di candela, i medici aretini protestano

I dottori di famiglia messi a dura prova dal caro energia. Roberto Nassori, segretario provinciale, spiega la mobilitazione



AREZZO — Il caro energia sta travolgendo tutti e ad Arezzo scatta anche la protesta dei medici di famiglia che come spiegano, siamo "liberi professionisti convenzionati, assimilabili ad una piccola impresa lavorando in regime di partita iva e non di dipendenza dallo Stato, ed abbiamo tutti gli oneri di gestione del proprio studio professionale e della propria attività in generale". 

I dottori, in particolare, lamentano che "la medicina generale viene ignorata nei provvedimenti in discussione a sostegno delle imprese e degli studi professionali per sopperire ai costi del caro energia e dell’inflazione: oltre ad averla dimenticata nei provvedimenti dedicati al ristoro dei dipendenti pubblici, per i quali è stata prevista una indennità una tantum per il 2023, come anticipo sul prossimo contratto, pari all’1,5 % dello stipendio".

Per questo la FIMMG Regione Toscana e della provincia di Arezzo, con il segretario provinciale Roberto Nassori "per lanciare un segnale alle istituzioni indice per il 15 dicembre 'La giornata delle visite ambulatoriali al lume di candela', per sottolineare la vicinanza dei medici di famiglia a tutti i colleghi, a tutte le imprese e ai cittadini che si trovano al momento in condizioni critiche, senza ricorrere a sistemi di protesta più radicali che, in questo momento di picco dell’influenza stagionale e recrudescenza della pandemia, sarebbero contrati al senso di responsabilità verso i cittadini assistiti che da sempre caratterizza questa professione".

In questa protesta, spiegano terminando la "candela accesa simboleggia il detto 'Siamo al lumicino': in molte realtà l’aumento dei costi sta allontanando i giovani medici dallo scegliere la professione del medico di famiglia, e senza di loro corriamo il rischio che la medicina generale si spenga e con essa il Servizio Sanitario Nazionale. E se si spegne il Servizio Sanitario Nazionale non vorremmo che i cittadini dovessero sempre più scegliere se scaldarsi o curarsi".


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