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Attualità giovedì 23 maggio 2024 ore 15:30

Le buone pratiche per prevenire il melanoma

​Prevenire il melanoma e i tumori della pelle con la diagnosi precoce e le buone pratiche. I consigli dei dermatologi della Asl in vista dell’estate



AREZZO — Da decenni ormai si assiste ad un continuo incremento dei tassi di incidenza per il melanoma cutaneo e per i tumori cutanei non melanoma.

Guardando ai numeri della nostra realtà si conferma il trend in crescita per queste patologie. Se si considerano tutti i tumori cutanei, nel territorio dell’Asl Toscana sud-est il numero totale degli interventi di chirurgia dermatologica legata alla prevenzione oncologica nel 2023 è stato di 5117 a fronte dei 3923 del 2021.

Il melanoma non è il più frequente ma è il tumore cutaneo sicuramente più importante a causa della capacità di diffondersi rapidamente in altri organi, se non individuato precocemente. Rappresenta il secondo tumore più frequente nei maschi sotto i 50 anni ed il terzo più frequente tra le donne nella stessa fascia d’età. In occasione della Giornata Europea della prevenzione del Melanoma e altri tumori della pelle, che si celebra il 24 maggio, gli specialisti della Dermatologia della Asl Toscana Sud Est focalizzano l’attenzione sull’importanza della prevenzione come arma vincente per limitarne le conseguenze.

“Il nostro obiettivo, – spiega la dottoressa Maria Silvia Guidetti, direttore UOSD di Dermatologia Valdarno e Coordinatore gruppo oncologico multidisciplinare del melanoma –, è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce di tutti i tumori della pelle e, in particolare, del melanoma in quanto l’individuazione e il trattamento chirurgico tempestivo consentono, nella maggior parte dei casi, di evitare la progressione della malattia”.

Ma quali sono i fattori di rischio per lo sviluppo del melanoma?

“La presenza di un numero elevato di nevi, – prosegue Guidetti –, o di nevi atipici, alcune caratteristiche fenotipiche quali i capelli e la pelle chiari, le esposizioni intense e intermittenti ai raggi UV naturali, specie se avvenute in età giovanile, le lampade solari ma anche la familiarità per melanoma e pregressi carcinomi cutanei”.

“La prevenzione va fatta seguendo regole ben precise, – spiega la dotoressa Maria Silvia Guidetti -, ricordo che l’esposizione al sole in modo non corretto, insieme alla predisposizione genetica, è la principale causa di insorgenza del melanoma. Per questo si raccomanda di esporsi al sole con adeguate protezioni solari e, soprattutto in età giovanile, di evitare l’esposizione ai raggi UV artificiali di lampade e lettini abbronzanti. Importante prima di esporsi al sole è l’utilizzo di creme con fattore di protezione solare adeguato, ricordandosi però che la protezione, anche se con SPF alto, va rinnovata se si suda, dopo un bagno e comunque dopo alcune ore se vogliamo che mantenga inalterata nel tempo la sua efficacia”.

“È importante anche evitare, - prosegue Guidetti -, di esporsi nelle ore centrali, dalle ore 12 alle ore 16 ed educare i pazienti ad eseguire periodicamente l’autoesame della pelle che consiste nell’esplorare tutto l’ambito cutaneo, compreso il cuoio capelluto e le aree genitali al fine di individuare eventuali lesioni sospette da segnalare al medico di medicina generale, che potrà richiedere la valutazione dermatologica. Il PDTA regionale del melanoma recentemente aggiornato ha individuato un nuovo percorso nel quale è lo specialista dermatologo a decidere sulla necessità di effettuare la cosiddetta mappatura dei nei. Il medico di medicina generale può richiedere una visita di valutazione dei nevi per le persone che presentano i fattori di rischio già esposti o per coloro che hanno notato modificazioni nel tempo di lesioni preesistenti o nuove lesioni in rapida evoluzione. In questa visita le lesioni sospette vengono esaminate con i dermatoscopi manuali, strumenti che permettono al dermatologo di distinguere tra lesioni benigne o maligne consentendo, nel caso di lesione fortemente sospetta, di avviare il paziente all’asportazione chirurgica per conferma istologica. Solo i pazienti con elevato numero di nevi atipici necessitano della visita in epiluminescenza digitale (mappatura), che ad oggi è esame di secondo livello richiedibile dallo specialista”.


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