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Cronaca giovedì 17 giugno 2021 ore 14:26

Smascherata maxi frode su auto e macchine agricole

Due le persone finite nei guai, tra questi un professionista aretino. Operazione della Guardia Finanza. Sequestrai beni per 1,4 milioni di euro



AREZZO — Importante operazione della Guardia di Finanza di Arezzo nell’ambito dell’azione di contrasto all’evasione fiscale ed alla concorrenza sleale fra imprese.

Le Fiamme Gialle hanno scoperto una consistente frode “carosello”, nel settore della compravendita di automobili e macchine agricole, ideata da un imprenditore parmense, che, assieme al suo socio, un professionista aretino, si è avvalso di 8 società create ad hoc e di numerosi soggetti compiacenti, utilizzati come “teste di legno”

L’indagine, coordinata dal Procuratore Roberto Rossi, ha permesso di individuare numerose operazioni fittizie di compravendita tra le citate società, realizzando una frode che supera gli 8 milioni di euro, con l’evasione di Iva per oltre 1,3 milioni di euro, oltre a 100mila euro di imposta sul reddito delle società (IRES) non versata

Nello specifico, come riferisce direttamente la Guardia di Finanza, è stato accertato che gli indagati, tra il 2015 e il 2018, hanno acquistato un’importante partita di trattori e di autovetture di grossa cilindrata, in regime di non imponibilità Iva, grazie a false “dichiarazioni d’intento”, che permettono ai loro utilizzatori di effettuare acquisti senza Iva.

Subito dopo l’acquisto, i “mezzi” sono stati conferiti in una delle società dell’organizzazione, immediatamente cessata, che ha dato inizio ad una girandola di cessioni infra-gruppo (ben 14 in poco più di un anno); in questo modo, le imprese acquirenti hanno beneficiato di ingenti, quanto falsi, crediti Iva nei confronti dell’erario, mentre le imprese cedenti, amministrate da soggetti “prestanome”, hanno omesso gli adempimenti fiscali ed i versamenti delle imposte a debito, per poi chiudere l’attività definitivamente, in modo da far perdere le loro tracce al Fisco. 

Il sodalizio criminale, secondo quanto ricostruito dai Finanzieri, ha così frodato l’erario poiché è riuscito a conseguire un vantaggio in termini di maggiore competitività sul mercato, grazie agli acquisti operati indebitamente, senza Iva.

All’esito delle attività investigative, basate sull’analisi combinata delle operazioni aziendali, contabili e finanziarie, è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Arezzo un decreto di sequestro preventivo, fino alla concorrenza di 1.428.670 euro, su disponibilità liquide, beni mobili, immobili e quote societarie, nei confronti dei dominus della frode, delle società coinvolte e delle varie “teste di legno”.


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