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Attualità martedì 14 luglio 2020 ore 18:11

Niente Saracino, Ghinelli al veleno

Il sindaco illustra il piano ideato dal Comune per garantire sicurezza in Piazza. Censurato il dietrofront dei 4 rettori dei Quartieri



AREZZO — La decisione di non correre la Giostra è stata mal digerita da Alessandro Ghinelli che, fino all'ultimo momento, ha lanciato idee e proposte affinché il comitato di sicurezza della Prefettura decidesse di far disputare la rievocazione storica aretina a settembre.

Il sindaco, prima di salire a Poggio del Sole, aveva favorito una riunione informale tra l'assessore alla Giostra ed i rettori. Il vertice si è tenuto fuori dagli sguardi indiscreti, in una saletta dell'ufficio Manutenzione del Comune, al fine di stabilire la linea da tenere dinnanzi a Prefetto, Questore e alle altre autorità.

Tutto sembrava filare per il meglio, poi qualcosa è cambiato nel corso della riunione. Le strategie dell'incontro "carbonaro" si sono sgretolate ed i quattro rettori hanno fatto dietrofront decidendo di non correre la Giostra light.

Sì perché tra la ipotesi progettate dal sindaco e dai suoi assistenti, c'era anche un Piano b. Ovvero un Saracino formato "teatro" con l'eliminazione dei posti in piedi e la riduzione a 1.100 sedute nelle tribune A, B e C. Inoltre, in accordo con la Asl, tutti i figuranti avrebbero dovuto effettuare l'esame sierologico prima di varcare la lizza e anche la loro collocazione all'interno di piazza Grande sarebbe stata rivista e ampliata al fine di garantire il giusto distanziamento sociale.

Restava la grande incognita del corteggio storico. Ghinelli, "torto collo",  avrebbe anche accettato la decisione del comitato di sicurezza di annullare la sfilata lungo le vie cittadine. Ma pur di far correr Giostra il sindaco era disposto a tutto anche perché, secondo lui, nulla era stato lasciato al caso e le misure studiate e proposte avrebbero garantito piena sicurezza agli armati e al pubblico presente.  

Insomma, gli ingredienti c'erano tutti. Poi qualcosa è andato storto. I rettori dei quattro Quartieri, tutti compatti, non hanno accettato il nuovo format della Giostra favorendo così la decisione del comitato di sicurezza di annullare la rievocazione storica per l'anno 2020.

Ghinelli commenta amaro e chiosa: "alla fine di questa vicenda resta soltanto da dire: peccato. Peccato in particolare per chi ha preso una posizione a favore del no, ovvero i quartieri. Chissà se alla suddetta riunione in Manutenzione avevano manifestato una simile fermezza”.

Affermazioni che lasciano molti dubbi. Il famoso vertice "carbonaro" si è tenuto tra i rettori e l'assessore alla Giostra che, nello specifico, è Gianfrancesco Gamurrini. Ora, che Ghinelli e Gamurrini siano ai ferri corti è fatto noto ma possibile che il vicesindaco sia andato in Prefettura consapevole del "trappolone" ai danni del primo cittadino? Tutto ci sta ma è più probabile che i quattro rettori abbiano deciso di non snaturare un evento che è sempre stato e deve essere popolare con tanto di serate nei quartieri e l'immancabile cena propiziatoria.

Certo, le parole di Ghinelli suonano sibilline e come diceva un politico che la sapeva lunga "a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca".

Andrea Duranti
© Riproduzione riservata



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