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Attualità mercoledì 17 marzo 2021 ore 17:00

Oltre il Covid, maxi tumore asportato con il robot

Il dottor De Prizio

Delicato intervento chirurgico al San Donato per la rimozione di un cancro al pancreas. Tecnica meno invasiva e tempi di recupero più rapidi



AREZZO — Un intervento chirurgico che all'ospedale San Donato di Arezzo non veniva eseguito addirittura da cinque anni, perché richiede una lunga curva di apprendimento. Si tratta dell'asportazione di voluminoso tumore pancreatico con il robot. Una operazione che invece adesso è stata svolta di nuovo, nonostante il Covid.

“La nostra equipe ha ormai acquisto la professionalità necessaria per l’intervento più complesso di tutti quelli eseguiti in chirurgia generale - commenta Marco De Prizio, Direttore dell’area dipartimentale chirurgica aretina. - Abbiamo asportato circa metà dell’organo e il paziente ha potuto far ritorno a casa in una settimana. Con la tecnica tradizionale, il tempo sarebbe probabilmente raddoppiato”.

Le difficoltà per un intervento sul pancreas sono molte: “è un organo collocato profondamente nell’addome e quindi di difficile accesso. E’ circondato da vene e arterie di vitale importanza, la cui lesione può determinare complicanze estremamente gravi, che mettono a rischio la vita del paziente. Dopo la fase demolitiva deve essere ricostruita la connessione tra i visceri e la porzione di pancreas residua, questa fase è meno rischiosa della precedente, ma molto delicata per il successivo benessere del paziente”.

La chirurgia robotica, quindi, conferma il suo valore con questa complessa operazione. “Ci consente di essere meno invasivi sul paziente, di ridurre il dolore post-operatorio e il tempo di degenza in ospedale – conclude De Prizio. - La chirurgia del San Donato, nonostante gli enormi problemi provocati dal Covid, continua il suo percorso di crescita professionale consentendo, tramite il corretto utilizzo del robot, di dare ai pazienti le migliori cure possibili".

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